Sanitopoli, l'incompetenza territoriale è l'asso nella manica delle difese

Alessandro Biancardi

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Sanitopoli, l'incompetenza territoriale è l'asso nella manica delle difese
PESCARA. Tutto rinviato al 7 giugno prossimo: Sanitopoli il maxi processo sulla sanità in Abruzzo, dopo quasi due anni dagli arresti, almeno ha iniziato il suo cammino processuale.
Grande attesa e folla mediatica in tribunale a Pescara per raccontare il primo passo ufficiale degli indagati davanti al giudice.
A farla da padrona ancora una volta le dichiarazioni degli indagati come Del Turco che ha «notato la differenza del giudice terzo» o Mazzocca, l'ex assessore alla sanità che dice di non avere ancora ben chiari i motivi per cui è finito in questa storia.
Non mancano le incongruenze che man mano si faranno strada nel procedimento. Intanto ieri semplicemente si sono discusse le costituzioni di parti civili per un eventuale risarcimento del danno in caso di condanna penale.
Sono per ora oltre una decina le parte costituitesi («manca solo la bocciofila», ha commentato sarcastico l'ex governatore all'uscita) tra cui l'ente Regione Abruzzo, le quattro Asl abruzzesi, Vincenzo Angelini e le case di cura private tra le quali anche l'Aiop, l'associazione che raggruppa Villa Serena, Pierangeli, Spatocco e Villa Letizia.
Parte civile anche per l'ex moglie del deputato azzurro, Sabatino Aracu, Maria Maurizio, che con le sue rivelazioni ha contribuito a chiarire dei punti dell'inchiesta che erano rimasti nell'ombra ed hanno aiutato la finanza a trovare riscontri di altre tangenti.
Alcuni indagati hanno fatto notare che la costituzione dell'Aiop è avvenuta solo nei confronti dei capi di imputazione relativi agli indagati della giunta Del Turco e non verso anche la ex giunta Pace, ritenendo così di non essere stata danneggiata in quel periodo.
Ha destato qualche perplessità anche la costituzione di Angelini contro tutti tranne che verso Zelli, colui il quale secondo le indagini avrebbe sottratto all'imprenditore oltre 21 milioni di euro riciclandoli.
In realtà secondo l'avvocato Sabatino Ciprietti «Angelini si è costituito contro tutti quelli verso i quali poteva farlo. Nel capo di imputazione che riguarda Zelli, Angelini non è indicato come parte offesa dalla Procura per cui non potevamo costituirci».
Nessuna costituzione di parte civile, invece, per il governo italiano o i ministeri interessati.
Ieri mattina è stato anche deciso lo stralcio della posizione della Banca Barclays, tra gli indagati ma che non ha ricevuto la notifica per un cambio di indirizzo. La posizione, dunque, è stata momentaneamente isolata dalle altre e potrebbe essere riunita una volta andata a buon fine la notifica.
Non se ne è parlato ieri ma sono sostanzialmente due le questioni che potrebbero far allungare i tempi del processo anche se in aula tutti si sono detti d'accordo per un calendario serrato.
La prima questione riguarda le intercettazioni, come anticipato, che dovranno essere vagliate materialmente dalle difese, cioè ascoltate e censite.
Un lavoro di certo lungo perché le intercettazioni sarebbero oltre 300mila (quelle utili molte di meno) e bisognerà sperare che non vi siano errori di trascrizioni da parte della procura per evitare facili sollevazioni.
L'avvocato di Del Turco, Giandomenico Caiazza, tuttavia non ritiene sia un grosso problema anche perché proprio per l'ex presidente le intercettazioni sarebbero un numero minimo.
Il procuratore Nicola Trifuoggi ha però ricordato che le difese fin dalla chiusura delle indagini (e dunque da novembre scorso) avevano la possibilità di ascoltare le intercettazioni ma pare che nessuno ne abbia fatto richiesta.
Secondo quanto riporta la agenzia Ansa alcuni imputati del processo della sanitopoli abruzzese sarebbero stati interessati nei giorni scorsi a chiedere il giudizio immediato saltando tutta la fase delle udienze preliminari.
Sembrerebbe però che alcuni difensori si sarebbero opposti e avrebbero preferito concludere tutto l'iter delle udienze davanti al gup.
Nell'ipotesi che il Tribunale avesse accettato la richiesta di giudizio immediato, e quindi di partire subito con il processo pubblico, la prima udienza si sarebbe potuta tenere anche a ottobre.
I tempi, invece, così sono indiscutibilmente più lunghi. Per ora non c'è problema per la prescrizione (i primi reati si prescriveranno entro 6 anni).
L'altra questione invece riguarda la volontà -ieri solo espressa- di chiamare in giudizio per responsabilità civile anche la Deutsche Bank.
Questo però comporterebbe una notifica internazionale in Inghilterra con conseguente perdita di tempo (4-5 mesi) per cui il 7 giugno ci potrebbe essere un rinvio in autunno.
Nella prossima udienza, intanto, di sicuro ci sarà la decisione del gup Zaccagnini sull'ammissione delle parti civili e si continuerà l'esame delle eccezioni.
Quella che potrebbe insidiare maggiormente è quella di incompetenza territoriale: secondo la procura sarebbe Pescara poiché l'assessorato alla Sanità è proprio nel capoluogo adriatico.
Il codice di procedura penale, però, stabilisce la competenza anche nel luogo in cui vi sarebbe stata la prima dazione di denaro dunque in questo caso potrebbe essere il paese di Collelongo luogo di residenza di Del Turco ed il processo verrebbe spostato ad Avezzano.
Nella prossima udienza la procura depositerà anche i risultati delle indagini suppletive.

13/05/2010 8.23



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