Precipita elicottero aeronautica militare, piloti incolumi

Alessandro Biancardi

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ANCONA. Un guasto tecnico, tanta paura ma anche moltissima bravura e sangue freddo.


Così si sono salvati i due piloti di un elicottero dell'Aeronautica militare precipitato ieri nei pressi di Ancona.
A bordo, due tenenti trentenni dell'Aeronautica: il pilota Francesco Di Leva, originario di Napoli, e il copilota Gianluca Terrenzi, di Pescara.
Il velivolo, un elicottero leggero Breda-Nardi NH-500 da ricognizione e attacco, era decollato dalla base Sar di Rimini mezz'ora prima, per un volo di addestramento Rimini-Rimini.
L'apparecchio stava sorvolando il mare di Pesaro quando ha accusato i primi problemi al motore.
I piloti sono riusciti a deviare la rotta risalendo la falesia del San Bartolo e poi, mentre il motore a turbina si è prima spento e poi riacceso, hanno manovrato nel tentativo di attutire l'impatto con il suolo che è stato comunque inevitabile, tanto da spezzare le eliche dell'NH-500.
Quando vigili del fuoco, carabinieri e ambulanze del 118 sono arrivati sul posto, i due militari erano già usciti dall'abitacolo, incolumi.
Per precauzione sono stati accompagnati in ospedale a Pesaro per accertamenti, ma non hanno riportato fratture né ferite.
Sulle cause dell'incidente indagano i carabinieri. L'allarme è scattato quando l'elicottero ha mancato il contatto radio previsto all'altezza di Cattolica.
Così la torre di controllo dell'aeroporto militare 'Vassura' di Rimini ha dato l'allarme al C-Sar, cui il velivolo appartiene.
Le ricerche sono state immediatamente avviate grazie a due A129 (Mangusta) e a un elicottero da trasporto A109 dell'Esercito, che si sono portati nella zona dove l'elicottero aveva fatto perdere le sue tracce.
Dopo lo spegnimento improvviso del motore solo la fortuna e il sangue freddo ha permesso di fare una manovra difficilissima ma non impossibile. Manovra per fortuna riuscita senza conseguenze tragiche.
13/05/2010 8.36