Stella Maris, Forza Nuova e Testa dialogano sul futuro

Alessandro Biancardi

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MONTESILVANO. Ieri mattina sotto gli occhi stupiti dei passanti è stato affisso uno striscione lungo circa quattro metri intorno alla recinzione del complesso 'Stella Maris'.


L'iniziativa era della sede locale di Forza Nuova. Lo slogan «provocatorio», assicurano, recitava «eretto dal fascismo, distrutto dalla democrazia».
«Quella frase», spiega Marco Forconi, «rispecchia senz'ombra di dubbio non solo lo stato di abbandono del complesso futur-fascista ‘Stella Maris' ma anche e soprattutto la necrotica politica delle amministrazioni locali del pescarese e montesilvanese».
Edificata sotto il fascismo dall'architetto Leoni ed ultimata fra il 1938 e 1939, l'ex colonia ha sempre rappresentato un punto di riferimento per la comunità vestina prima, durante e dopo la guerra.
Dagli inizi degli anni '80 la struttura è stata abbandonata, lasciata ad un destino triste e alle incurie del tempo.
«Le amministrazioni, regionali e poi provinciali», continua Forconi, «altro non hanno saputo fare se non rimpiattarsi questa patata bollente fra di loro. Inutile dire che se lo stabile si trova nelle condizioni attuali la colpa è da addebitarsi solo ed esclusivamente alla politica, di destra e sinistra. E nemmeno i lavori di restauro hanno infuso fiducia nei cittadini: cantiere fermo in attesa di una destinazione d'uso finale e, cosa non da poco, di nuovi fondi ultramilionari».
Ha commentato la protesta di Forza Nuova il presidente della Provincia, Guerino Testa che si è detto «d'accordo sulle gravi responsabilità della politica in merito alla ex Colonia Stella Maris di Montesilvano. Da troppo tempo la struttura è in “stand-by”», ha aggiunto il presidente, «in attesa di una decisione sul suo futuro e sicuramente la colpa è di chi ha amministrato la Provincia di Pescara fino ad oggi. E' ingeneroso, però», continua il presidente, «puntare l'indice contro la giunta attuale, che ha ereditato una situazione paradossale dal centrosinistra, al governo per anni e anni».
Testa ha spiegato che al momento del suo insediamento c'erano in corso dei lavori di sistemazione dell'edificio: «abbiamo ritenuto opportuno bloccarli perché non avrebbe avuto senso concludere delle opere potenzialmente inutili se non addirittura in contraddizione con la destinazione d'uso dell'ex Colonia».
Adesso si stanno valutando delle proposte relative al futuro della Stella Maris «che sono arrivate anche dall'esterno», aggiunge Testa. «Siamo certi che non passeranno altri anni prima di raggiungere un risultato né saranno buttati via soldi pubblici, tanto più che ci sono già dei fondi a disposizione per la Stella Maris che però abbiamo bloccato in attesa di una decisione, evitando di spenderli inutilmente».

12/05/10 12.00