Villa Pini: «chiediamo i danni a chi ci ha impedito di lavorare»

Alessandro Biancardi

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CHIETI. Tre vicende importanti ieri per Villa Pini. La prima: l'assemblea ha deciso di rivolgersi al professor Ugo Ruffolo per richiedere il risarcimento extra contrattuale a tutti quelli che hanno impedito a vario titolo il funzionamento di Villa Pini (Asl, Regione, lo stesso Angelini) e ai quali verrà chiesto di pagare di tasca propria.

La seconda: presentazione di nuovi documenti da parte della proprietà al Tribunale fallimentare di Chieti per il concordato preventivo di San Stefar e Maristella. La terza: l'amara scoperta che le sei società fallite erano tutte con meno di 15 dipendenti.
Quindi per questi lavoratori non scatteranno gli ammortizzatori sociali o i recuperi salariali, perché queste società non hanno nulla in cassa, né beni, né soldi.
Insomma i dipendenti saranno tutti disoccupati e basta, anche se i sindacati si sono impegnati – trattandosi di società di servizi – a chiedere il loro riutilizzo nei limiti in cui le altre società rimaste, come Villa Pini e le altre due in predicato di fallire, riusciranno a ripartire.
Tra le “grane” collaterali di questa vicenda complessa di Villa Pini, anche il trasferimento dei documenti che interessano La Cicala di Atessa, altra società del Gruppo Angelini in crisi, al Tribunale di Lanciano, competente per territorio che dovrà decidere sul suo destino, e la necessità da parte di Enzo Angelini che è amministratore unico delle sei società, ma che è agli arresti domiciliari, di nominare un delegato speciale per gli adempimenti fallimentari.
L'assemblea di ieri pomeriggio ha dibattuto a lungo l'opportunità di attivare una causa civile di risarcimento, che però alla fine è stata decisa quasi all'unanimità dalle centinaia di dipendenti presenti «perché è ora di farla finita con i rinvii, i rimpalli di responsabilità, con chi gioca con la professionalità dei medici e degli infermieri di Villa Pini. Noi abbiamo lavorato bene, è un fatto di dignità far sentire la nostra voce e mettere un punto fermo», ha infiammato la platea Romano Liberati, chirurgo di fama e di anni di esperienza, una delle punte di diamante della Clinica di Angelini.
E' stato perciò abbastanza facile per i due avvocati Roberto Di Loreto e Giuseppe Arbore, introdotti da Luigi D'Alonzo (uno dei promotori dell'iniziativa) a spiegare i termini della decisione di affidarsi ad un luminare come il professor Ruffolo.
E così anche infermieri, amministrativi e le famiglie dei ricoverati e degli assistiti, già riuniti in associazione, hanno deciso di giocare questa carta per premere sulla soluzione politica di tutta la vicenda.
L'assemblea è stata poi l'occasione per chiedere chiarimenti al curatore Giuseppina Ivone sulle procedure per l'inserimento dei dipendenti-creditori nel fallimento.

DOMANDE DA PRESENTARE ENTRO IL 23 SETTEMBRE

Come è stato spiegato, ciascuno degli aventi diritto dovrà presentare una domanda entro il 23 settembre, data per la quale è prevista la prima riunione dei creditori, che sono 2 mila. Sul fronte fallimento invece, il gruppo Angelini ha presentato un supplemento di documentazione dalla quale si evince che le Asl di Chieti ed Avezzano sono debitrici per circa 3 milioni di euro, che sarebbero sufficienti per saldare gli arretrati dei dipendenti che lavorano da più di un anno senza stipendio.
Il giudice si è riservato di decidere, anche se avrebbe fatto notare che i debiti ci sono verso i dipendenti e verso i fornitori.
Insomma la decisione fallimento si-fallimento no dipenderà solo dal rapporto tra situazione debitoria e crediti reali. «Noi come sindacato – ha dichiarato Andrea Gagliardi, Cgil – non facciamo il tifo per questa o quella decisione e ci rimettiamo al Tribunale. Chiediamo solo di far presto».
Un pò quello che cerca di fare il curatore, pur in mezzo a tante difficoltà.
Intanto sembra certo il suo ricorso al Consiglio di Stato per l'ordinanza del Tar L'Aquila che ha negato la sospensiva sui provvedimenti della Regione che aveva revocato gli accreditamenti ad Angelini, come è ormai ufficiale la convocazione per il 25 maggio all'assessorato alla Sanità per la firma dei nuovi contratti per le convenzioni del 2010.
Così come sembrano ormai conclusi gli incontri con le società che hanno manifestato interesse all'acquisizione di Villa Pini (ne manca all'appello solo una).
Tra le novità, oltre ai nomi già noti, anche i titolari delle cliniche Quisisana e Villa Stuart di Roma, che – salvo modifiche societarie dell'ultimo periodo – fanno capo al Gruppo Ciarrapico.
Inoltre in settimana dovrebbe essere pronta la valutazione del bene “Villa Pini” da aperte della società Ernst&Young, incaricata per la stima da mettere a base della vendita della Clinica fallita.
E intanto per oggi è previsto l'incontro curatore-sindaco di Chieti per sbrogliare il nodo delle residenze per i malati psichiatrici delle case famiglia in città. 
 
Sebastiano Calella 12/05/10 10.47