Francavilla: i numeri del bilancio approvato dalla nuova maggioranza

Alessandro Biancardi

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 Francavilla: i numeri del bilancio approvato dalla nuova maggioranza
FRANCAVILLA. Con 25 milioni di euro di spese ed altrettante di entrate è passato con 12 voti a favore, cinque contrari ed un astenuto il Bilancio 2010 di Francavilla al mare. *BERNINI: «TORNATI INDIETRO DI 20 ANNI»
 
 Non sono mancate le polemiche in Consiglio comunale, come nella tradizione di ogni discussione per l'approvazione del documento contabile che prefigura quello che sarà l'anno amministrativo, ma la nuova maggioranza che sostiene il sindaco Nicolino Di Quinzio ha superato lo scoglio più difficile.
Il primo cittadino, eletto con i voti del centrosinistra e dell'Udc, di fatto ha perso per strada parte del Pd e dell'Udc, ma ha recuperato il consenso di un gruppo di consiglieri del centrodestra ed ora si trova con una maggioranza addirittura numericamente più solida di prima.
Il bilancio di previsione appena approvato e targato Di Quinzio «è l'avvio del risanamento economico e finanziario di Francavilla al mare», tema sul quale il centrosinistra vinse le elezioni due anni fa.
Sono scomparse tutte le spese discrezionali e/o politiche dell'amministrazione, c'è la lotta per il recupero dell'evasione Ici e Tarsu, non sono previste assunzioni di personale, salvo il turnover in alcuni settori più delicati, saranno posti in vendita alcuni beni comunali (come la piscina comunale, l'ex Omni ed altro) con un piano di valorizzazione che dovrebbe portare al recupero di circa 6 milioni di euro di entrate. Su questo punto («ma come, si vende la piscina?») le polemiche sono state più violente, anche se l'amministrazione difende questa scelta facendo notare che la piscina, pur costruita dal Comune, negli anni è stata concessa gratis ad un privato che l'ha gestita senza pagare canoni e senza particolari agevolazioni per i cittadini di Francavilla.
 Di qui anche un contenzioso e l'ennesimo sequestro di documenti che c'è stato lunedì in Comune da parte della Gdf. I Finanzieri hanno portato via tutti i documenti di questa concessione, dei canoni enfiteutici non pagati durante dell'amministrazione comunale precedente e di molti appalti.

MENO SPESE DISCREZIONALI E RECUPERO DELL'EVASIONE DEI TRIBUTI

L'unico aumento dei tributi c'è stato per la Tarsu (+15%), deciso dall'amministrazione perchè la vecchia copertura del servizio era solo del 60%  ed il resto veniva pagato con la tassazione generale, il che di fatto faceva pagare due volte chi pagava e apriva una voragine nei conti del Comune visto che il servizio andrebbe pagato completamente con la Tarsu.
Nell'ambito del recupero dei tributi evasi e non pagati,  si è anche deciso di affiancare alla Risco (la società creata in passato per la riscossione) la ben più attrezzata Equitalia.
Ma dove il bilancio sembra più severo è nella politica del contenimento della spesa. Sono stati infatti tagliate le spese discrezionali del passato, sono stati ridotti i costi delle società partecipate, con meno 200 mila euro (di cui meno 100 mila euro per il trasporto alunni) per la Cosmeg per la quale i liquidatori hanno però scovato un debito di circa 1 milione di euro, che peserà sulle casse comunali.
Sempre per la spesa, sono stati annullati tutti gli strumenti di finanza creativa che negli anni scorsi avevano indebitato il Comune: vedi lo stop ai rimborsi del prestito Ifis, per il quale è in corso un contenzioso, e rigido controllo degli strumenti di finanza derivata, con un monitoraggio continuo di due swap che negli anni scorsi sono stati attivati e che si pensa di annullare.
L'altra spesa su cui si è inciso è stata quella del personale, con una riduzione di tutti le spese accessorie per la produttività e per i premi a pioggia solo per alcuni  ai quali veniva affidata discrezionalmente la gestione di alcuni progetti Cittadino+, Suap, ufficio del piano sociale di zona, le doppie indennità conferite alle posizioni organizzative all'interno degli uffici (in Comune c'erano impiegati che a parità di funzioni guadagnavano stipendi anche doppi rispetto ai colleghi di stanza).

DEBITI E DUE CONTRATTI DI SWAP DA ANNULLARE
 

Nota dolente infine per il peso delle vecchie rate di mutuo che supera il 12% del bilancio, con oltre 3 milioni di rate annuli, e che di fatto ingessa la possibilità di nuovi investimenti.
L'aspetto più pesante di tutto il Bilancio resta dunque l'indebitamento del Comune, che blocca ogni iniziativa e che oggi registra un residuo di oltre 21 milioni di euro, contratto con diverse aziende di credito (Banca OPI, Carichieti, Cassa dd.pp., MPS, Banca Toscana, BLS). A questa esposizione si aggiunge quella che deriva dai contratti derivati.
«Oggi – come si legge nella relazione che accompagna il Bilancio – il Comune ha due contratti di swap per un nozionale rispettivamente di € 7.257.847,86 e di €9.486.177,00. Dall'ultima rilevazione effettuata i contratti hanno un valore negativo per oltre 410.000,00 euro. Mentre per il primo contratto sarebbe consigliabile l'uscita anticipata (che costerebbe oggi circa 110.000,00 euro) per il secondo l'uscita è sconsigliabile per il costo troppo elevato (oltre 300.000,00 euro). Il primo contratto di swap ha un flusso positivo per l'ente di circa 40.000,00 euro mentre il secondo ha un flusso negativo di circa 39.000,00 euro. In sostanza per l'anno in corso non sono previste perdite consistenti (limitate a circa 1.000 / 2.000,00 euro) a meno di non avere sensibili variazioni al rialzo dei tassi di interesse, al momento non prevedibili».
  
Sebastiano Calella  12/05/2010 8.35

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BERNINI: «TORNATI INDIETRO DI 20 ANNI»

FRANCAVILLA AL MARE. E' duro il commento del consigliere Moreno Bernini (Uniti a Sinistra) dopo l'approvazione del Bilancio.
L'esponente dell'opposizione parla, infatti, di uno strumento «tecnicistico e senza un'anima che possa venire legata alle difficoltà in cui versano di questi tempi i Francavillesi , tutto incentrato sul recupero di denaro a qualsiasi costo»
Il rischio è evidente, secondo Bernini: «questa amministrazione si allontana sempre più da quegli elettori di centrosinistra e di sinistra (nel secondo turno) che hanno voluto vedere in Nicolino Di Quinzio un tentativo di cambiamento. L'approvazione del bilancio preventivo 2010 e la nascita della nuova amministrazione trasversale rappresentano, dal punto di vista politico istituzionale, un passo indietro di 20 anni, quando la scelta delle maggioranze e della giunta avveniva nelle segreterie dei partiti. Gli accordi erano successivi al voto dei cittadini e a volte in disaccordo con quanto da questi deciso».
«Oggi», prosegue l'esponente di Uniti a Sinistra, «storpiando lo spirito della legge 81 per l'elezione del sindaco a Francavilla si è tentato quello che finora non era mai stato tentano: far tornare in sella chi le elezioni le ha perse, candidato del centrodestra sconfitto in testa: il nuovo Vice Sindaco Giuseppe Pellegrino. Il Voto di molti francavillesi è stato ritenuto inutile e gli accordi sono stati fatti sulla loro testa. Meraviglia non poco quella parte del Partito Democratico che accetta supina, relegandosi all'angolo dell'attuale situazione politica, questo incredibile pasticcio istituzionale e politico, sventolando la bandiera del risanamento  e del buongoverno a sua giustificazione.  A Francavilla la prima repubblica è tornata».
Critico sul bilancio appena approvato anche il tecnico Raffaele Landolfo: «si coprono i disavanzi pregressi, causati dal contratto con la Banca Ifis, con l'alienazione di un patrimonio comunale che, allo stato, non  può entrare in Bilancio come entrata certa».
La Corte dei conti-Sezione –Sezione Regionale di Controllo per il Lazio nell'adunanza del 24 luglio 2009, spiega infatti Landolfo, «ha chiarito, per un caso analogo, che” La procedura adottata dall'Ente di registrare l'accertamento sulla base di dichiarazione di volontà di messa in vendita di terreni di proprietà pubblica, non si configura idonea,in base all'ordinamento contabile vigente(…)”. In sintesi, vi è violazione dell'art.179,co1 ed art.189 T.U.E.L.. Di conseguenza», prosegue il tecnico, «non possono essere considerate entrate certe nel senso voluto dal legislatore le entrate iscritte nel Bilancio comunale e che concorrono al pareggio dello stesso.In sostanza si bilanciano entrate ed uscite attraverso una dichiarazione di volontà».
Landolfo avanza poi anche una riflessione politica sull'attuale situazione francavillese: «tutti noi sappiamo», dice, «che Di Quinzio non rappresenta in alcun modo il Pd ad alcun livello. Sappiamo solo che rappresenta l'incontro tra la peggior destra e l'anima del potere vigliacco del Pd. Vi è sotto qualcosa di diverso? Se sussiste qualcosa di differente questi signori della politica dovrebbero avere il coraggio- semmai l'hanno- di  spiegarlo non solo agli elettori del centrosinistra ma ad un intero paese, che è attonito dai loro comportamenti».
«Sconfiggere Di Quinzio», continua Landolfo, «equivale a sconfiggere una classe dirigente che, volendo perpetuare il suo piccolo potere, non è in grado di produrre altro che il nulla. Allora Legnini, Coletti, Paolucci non è giunta l'ora di essere chiari di fronte ad un elettorato che ha totale sfiducia in voi a causa dei vostri incomprensibili comportamenti?»
12/05/10 9.24