Udienza preliminare per Del Turco&Co ma Sanitopoli non è finita

Alessandro Biancardi

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 Udienza preliminare per Del Turco&Co ma Sanitopoli non è finita
ABRUZZO. Dopo l'incidente probatorio dell'8 settembre 2008 domani sarà una nuova giornata importante per il processo Sanitopoli. Prima udienza preliminare in Tribunale a Pescara (gup Angelo Zaccagnini) con uno scenario in parte cambiato rispetto a qualche mese fa.
Intanto il grande accusatore Vincenzo Angelini è ai domiciliari (per il fallimento di Villa Pini) mentre Del Turco continua dichiarare alla stampa di mezza Italia che la sua inchiesta è crollata.
La condizione di Angelini influirà probabilmente molto più sul fronte dell'impatto mediatico che su quello processuale se è vero che lo stesso Angelini nel primo colloquio con i magistrati ha fatto mettere a verbale che aveva distratto 120milioni di euro dalle casse delle sue aziende.
Dopo il fallimento dichiarato dal Tribunale di Chieti quella ammissione è diventata una inevitabile accusa che ha portato all'arresto. Nel merito processuale però non c'è alcuna sorpresa né imprevisti che i magistrati Trifuoggi, Di Florio e Bellelli dovranno fronteggiare. Almeno relativamente al versante Angelini.

QUEL 14 LUGLIO 2008

Il 14 luglio 2008 scattarono gli arresti che decapitarono la giunta Del Turco, dopo indagini lunghe durate almeno due anni.
In principio furono le cartolarizzazioni, derivate dall'inchiesta Fira, poi sopraggiunsero sospetti di tangenti ma difficili da provare, poi ancora arrivò Vincenzo Angelini che a sorpresa decise di vuotare il sacco (ad intermittenza) su dieci anni di gestione politica della sanità.
Una inchiesta a più riprese e più velocità, non senza colpi di scena, perché man mano che il pool di magistrati indagava, emergevano nuovi spunti e filoni.
Se per una buona parte pareva essere una inchiesta che si concentrava prevalentemente sul centrosinistra ad un certo punto, invece, grazie alla decisione di un altro testimone chiave, Maria Maurizio, moglie del deputato di Forza Italia Sabatino Aracu, la storia tangentizia è stata ricostruita anche sul versante centrodestra, arrivando a contestare fatti fino al 2003.
Si sono aggravate così le posizioni dell'ex manager della Asl di Chieti, Luigi Conga, e quelle del deputato sempre in auge, Sabatino Aracu, accusato di aver preso e chiesto tangenti per oltre 500mila euro e di aver commesso una serie di illeciti con le aziende di cui è titolare.
Dunque non solo Del Turco.
Questo processo (quando inizierà) sarà comunque utile perché dovrà ricostruire la storia (giudiziaria) della nostra regione con chiare sfaccettature della vita politica e la gestione della sanità. Di sicuro ci potrà spiegare in parte il perché della voragine nel bilancio dei conti della sanità.
Dal punto di vista procedurale è certo che domani si farà ben poco nell'udienza che si preannuncia affollata.
Un rinvio è quasi scontato magari per ragioni di notifiche.
Nel caso tutto dovesse filare liscio si potrebbero discutere una serie di eccezioni, addirittura una decina, proposte dalle 32 parti in causa che a vario titolo contestano la competenza territoriale, quella del giudice (non si esclude una ricusazione).
Evidenze per una accelerazione del processo per arrivare subito alla discussione non se ne ravvisano.
Considerato, inoltre, che alcuni avvocati hanno già sperimentato la cosa, le difese potrebbero buttarsi a capofitto per contestare le 300mila conversazioni intercettate.
E' praticamente certo che si muoveranno rilievi sulle trascrizioni nel merito e la scelta delle “conversazioni utili” operata dalla procura; si chiederanno allora periti per ascoltare tutte le conversazioni e magari contestare l'esistenza di alcune intercettazioni escluse dagli stessi magistrati ma ritenute utili dai difensori.
Tempi lunghissimi.
C'è anche chi pronostica almeno un anno per terminare le udienze preliminari che servono per discutere non nel merito ma di “preliminari” appunto.
Solo dopo ci sarà un rinvio a giudizio e l'inizio del dibattimento.
Facile anche il pronostico della ressa mediatica, qualche intervista all'ex governatore Del Turco (che è dato per presente) e dunque nuovamente fari puntati su questo processone davvero imponente.

LE INDAGINI NON SONO FINITE

Non sarà facile sviscerare tutte le accuse e le prove che sono racchiuse in oltre 50 faldoni, un calderone enorme che comprende una varietà di presunti illeciti eterogenei fra loro. Non sarà facile per i giudici anche perchè saranno pressati dai media nazionali.
Il processo è tutto da scrivere anche perché la posizione di Angelini è ancora fluida (ancora agli arresti domiciliari per il fallimento di Villa Pini) e perché molte delle tangenti non sono state trovate anche se la procura e la guardia di finanza hanno raccolto una infinità di indizi che appunto andranno valutati.
Le notizie però più importante forse sono altre.
Per prima cosa Sanitopoli non è finita: le indagini proseguono e su molti fronti.
Si tratta di nuovi filoni aperti dalla procura di Pescara in seguito ad una rilettura meditata e a freddo della mole di documenti sequestrati e che hanno creato nuove connessioni, fatto accendere altre lampadine potendo ipotizzare nuovi presunti illeciti.
Si indaga, dunque, ancora sui principali personaggi già dentro Sanitopoli.
Sono scattate ulteriori verifiche bancarie su conti, prestanome e società riconducibili ad indagati. Non si esclude che anche questi nuovi elementi non possano finire nel maxiprocesso a rincarare la dose dell'accusa.
Nel mirino delle nuove indagini sarebbero finite anche alcune consulenze molto particolari che potrebbero celare vere e proprie tangenti da parte di ditte, anche nazionali, verso politici o pubblici ufficiali. Ditte molto attive in Abruzzo (ma non solo) che hanno ottenuto una serie di appalti pubblici o affidamenti diretti proprio dalla giunta Del Turco.
Ci sarebbero anche intrecci con altre inchieste nazionali che hanno scatenato enorme clamore.
Insomma ancora l'Abruzzo al centro di fatti molto più grandi che sconfinano.
E poi ci sarebbe ancora un filone aperto sulle cartolarizzazioni e sembrerebbe che anche in questo caso qualcosa sia emerso: parte dei soldi delle banche estere titolate per l'operazione finanziaria sarebbero tornati indietro.

CONI, ARACU E…

Nel processo Sanitopoli tra le diverse parti civili ci sarà anche Maria Maurizio, moglie di Aracu, che chiederà eventuali danni in caso di condanna.
Come detto Maurizio è anche testimone chiave per le accuse all'ex marito ed anche su questo versante non si escludono sorprese e nuove prove emerse di recente.
Intanto però anche sul deputato azzurro incombono altri filoni che riguardano soprattutto la sua attività all'interno del Coni e della federazione Pattinaggio.
Il reato contestato è peculato ma sembra che i fatti siano stati circoscritti e limitati.
Intanto il Coni dopo una indagine interna ha mandato gli atti alla procura della Corte dei Conti che si pronuncerà sulla richiesta di risarcimento per eventuali danni arrecati alle casse pubbliche della federazione per l'uso disinvolto dei rimborsi spese. Lo stesso presidente Petrucci però non ha mai formalmente sospeso Aracu anche in presenza delle violazioni riscontrate.
Inoltre si parla di altri problemi giudiziari del deputato azzurro all'orizzonte non famoso per il suo eloquio meditato.

11/05/2010 13.39

TUTTO SULL'INCHIESTA DELLA PROCURA DI PESCARA


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