Maristella e San Stefar ad un passo dal fallimento

Alessandro Biancardi

Reporter:

Redazione Pdn

Letture:

2812

CHIETI. E' corsa contro il tempo per la sopravvivenza (con qualche speranza di ripresa) dell'ex impero di Enzo Angelini.

Dopo il fallimento di febbraio di Villa Pini (con esercizio provvisorio) e quello delle altre sei piccole società, deciso nei giorni scorsi, stamattina si riunisce il Tribunale fallimentare per decidere la sorte di San Stefar e di Maristella.
Una riunione nel giorno della festa patronale, con gli uffici pubblici chiusi o ad orario ridotto (a Chieti si festeggia San Giustino) che la dice lunga sulla volontà dei giudici di arrivare rapidamente ad una decisione: se cioè scegliere il concordato preventivo (come proposto dalla proprietà) o se condividere la richiesta della Procura della Repubblica che vuole il fallimento.
E la corsa contro il tempo si giustifica per uno strano comportamento della Asl che ieri ha tentato il trasferimento di alcuni pazienti di Maristella (ospitati a Villa Pini) che dovevano essere portati al Santa Caterina di Francavilla al mare.
Era il primo gruppo di 7 ricoverati (gli altri dovevano seguire a giorni) per concludere il trasferimento dei malati entro i 90 giorni prescritti dalla Asl per svuotare Villa Pini.
Ma mentre la clinica ospita ancora i circa 20 ricoverati in coma (che nessuno vuole e tanto meno la Asl) con un silenzio assenso della Regione che ha fatto passare i 90 giorni senza altre iniziative, Maristella stava per essere svuotata.
Così, in caso di fallimento la società sarebbe stata trovata vuota e buonanotte ai suonatori.
Intanto, come avvenuto per gli altri pazienti (vedi quelli delle Villette o dell'ex Paolucci), questi malati sarebbero andati a rimpinguare il budget dei concorrenti di Angelini.
Anche stavolta però il diavolo ci ha messo la coda: sembra che il Santa Caterina non abbia i posti liberi o sufficienti, anche se la giustificazione ufficiale è che mancherebbe l'autorizzazione delle famiglie dei malati da trasferire.
Stessi problemi anche per un'altra attività da svuotare: tutto sospeso anche alla “Cicala” di Atessa, ma con una giustificazione diversa.
Lì sono stati registrati alcuni casi di scabbia, per cui è necessario che prima faccia il suo effetto la terapia prontamente instaurata e poi si potranno spostare gli ospiti di quella struttura.
L'attenzione ora si sposta sul fallimento che il Tribunale dovrebbe decidere e sulla nomina del curatore, che per le sei società (più Villa Pini) è lo stesso, cioè l'avvocato Giuseppina Ivone atteso in settimana per la firma del contratto con la Regione.
Sempre che il sub commissario Giovanna Baraldi renda noti i documenti richiesti dalla curatela per firmare gli accreditamenti senza danno per i creditori.

Sebastiano Calella 11/05/2010 11.14


CONDIVIDI GLI ARTICOLI DI PDN SU FACEBOOK