Crak Giulianese, soldi facili dalle banche

Alessandro Biancardi

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Crak Giulianese, soldi facili dalle banche
ABRUZZO. Nel crak della Giulianese spunta anche una denuncia ai carabinieri per una presunta fidejussione falsa.
Il mare di carte che racconta la storia del fallimento della cooperativa di Giuliano Teatino restituisce spaccati di vita dei soci messi in crisi dalle ingiunzioni di pagamento delle banche: tanto prima queste sono state “generose” con i vertici della cooperativa, tanto ora sono spietate e indifferenti con i consiglieri fidejussori.
Prima soldi a gogò, adesso “ridateci tutto e subito”.
I documenti e la corrispondenza con le banche rivelano anche le ingenuità dei soci che hanno sottoscritto le garanzie bancarie e la loro delusione in particolare per il tradimento da parte della locale Banca di credito cooperativo e per la superficialità con cui anche le altre banche non hanno spiegato in modo chiaro le fidejussioni da firmare.
Lo scrive l'avvocato di parte in una lettera alla direzione della BCC Sangro Teatina di Atessa spedita il 6 marzo scorso: dopo aver censurato il comportamento del Credito cooperativo all'atto della raccolta delle garanzie per i finanziamenti, così scrive Gabriella Luccitti, che difende un gruppo di soci raggiunti dalle ingiunzioni di pagamento e dai pignoramenti: «ci sono state omissioni della banca nelle informazioni sulla reale portata delle fidejussione. Addirittura ci sono state esortazioni a firmare, mentre sono stati dati ragguagli fallaci sull'estensione delle garanzie» ad altri debiti non conosciuti dai soci.
Senza dire, aggiunge l'avvocato, che c'è anche il sospetto di falso, di cui alla denuncia-querela presentata ai carabinieri di Chieti, visto il tentativo andato a vuoto di presentare la denuncia alla stazione di Miglianico, competente per territorio.
La denuncia però ha fatto il suo corso: da Chieti è tornata a Miglianico, sono state raccolte informazioni ed è stata inoltrata un'informativa alla Procura della Repubblica. La nota dei carabinieri si è aggiunta così a quelle della guardia di Finanza che indaga sugli aspetti societari, sui movimenti bancari e sulla possibile evasione fiscale da parte della Giulianese.

IL SEGRETO DI PULCINELLA

Un pò tutti a Giuliano Teatino sapevano che la cooperativa non godeva buona salute, non tanto per il fatturato che è arrivato a toccare qualche milione di euro, quanto per la gestione “dittatoriale” del presidente Antonio Profeta che cambiava spesso consiglieri e dipendenti (a volte non pagati) e per le sue decisioni non condivise. Come per esempio l'affidamento del settore commerciale a Casa Italia, una società che viveva all'interno della Giulianese e che si occupava della vendita delle marmellate prodotte di cui era l'unica committente.
In pratica era come se la cooperativa lavorasse conto terzi, accollandosi tutte le spese di produzione e di magazzino a favore del venditore che non doveva pagare nemmeno il trasporto.
Dunque un fallimento annunciato, anche per i continui aumenti di scoperto bancario presso la BCC Sangro Teatina di Atessa, la Banca di Roma di Vacri, la Bls di Miglianico e l'Unicredit (altre banche come la Carichieti e la Caripe sono riuscite a chiudere prima le loro sofferenze).
Ma i soci fidejussori non si erano allarmati più di tanto perché erano convinti (e mai nessuno li ha informati di altro) di non aver firmato le famose fidejussioni “omnibus” ma solo una garanzia importante: quella con Centrobanca che il 6 ottobre 2000 erogò un mutuo di circa 1 miliardo (c'erano ancora le lire) in favore della Giulianese, facendoli transitare nella BCC Sangro Teatina di Atessa.
Di qui, sostengono i soci consiglieri, sono cominciati tutti i guai: quei soldi dovevano coprire le anticipazioni della BCC per la costruzione del capannone. E dopo alcuni anni il mutuo è stato estinto il 18 luglio 2008 con un versamento di 543.282,33 euro che svincolò pure le fidejussioni a suo tempo firmate.
Ma invece di assisterli e di consigliarli, come ci si aspetta da una banca del territorio di cui sono soci anche i cittadini di Giuliano, la BCC (soprattutto la sede di Atessa, ma anche quella di Giuliano non è immune da critiche) li ha fatti trovare davanti alle richieste di rientro dai prestiti erogati alla Giulianese.
E lo ha chiesto non a tutti i soci sottoscrittori, perché alcuni sono nullatenenti (ma se erano nullatenenti, come facevano la BCC e le altre banche a ritenersi garantite dalle loro firme?).

FIDEJUSSIONI: FLUSSO E REFLUSSO

L'ultima ingiunzione è per 639.124,59 euro (dopo averne chiesto molti di più, “ma era un errore”).
E mentre si susseguono incontri dei soci fideussori con i direttori BCC di Atessa e di Chieti scalo (dove è stato trasferito il direttore di Giuliano Teatino), spuntano altri documenti.
Ecco la fidejussione da 1.260.000 euro sempre con la BCC, e quella presunta falsa da 1 milione di euro, ma c'è pure l'escalation degli scoperti bancari del Banco di Roma, agenzia di Vacri: si inizia nel 2002 con 33 mila euro, portati a 104 mila a fine anno.
Si arriva poi a 227.500 nel 2004, a 247 mila nel 2005 ed infine a 377 mila nel 2007. Ed infine c'è una sorpresa: la Centrale rischi della Banca d'Italia comunica che i soci sottoscrittori sono nell'elenco dei cattivi pagatori e quindi non possono chiedere mutui o prestiti.
Banca segnalante: la BCC di Atessa. Per il momento le altre banche tacciono, salvo l'Unicredit che solo il 6 luglio dello scorso anno, dopo una lunga attesa e molte sollecitazioni di pagamento, ha revocato la linea di credito (cioè lo scoperto bancario) perché il Piano di rientro concordato con la Giulianese non è stato onorato: prevedeva sei rate da 20 mila euro e una rata finale da 63 mila euro.
Antonio Profeta, il presidente-padrone della Cooperativa, oberato dai debiti contratti a più riprese e con più istituti bancari, con i fornitori e con i venditori (un'altra storia incredibile: Casa Italia è andata via dalla Giulianese perché ha oltre un milione di crediti da riscuotere) manda allo sbaraglio i soci e non si preoccupa più di tanto: a lui le banche non chiederanno nulla. Si è spogliato di tutti i suoi beni.

Sebastiano Calella 11/05/2010 11.00

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