Ponti sul fiume Saline, Wwf e Lipu: «a rischio siti di interesse naturalistico»

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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MONTESILVANO. L’amministrazione provinciale di Pescara sta definendo in questi giorni, attraverso Conferenze di Servizi, un progetto di collegamento viario tra i Comuni di Montesilvano e Città S. Angelo che prevede la creazioni di ben tre nuovi ponti sul Saline.


Uno di questi, il ponte dell'Adriatico, è molto vicino alla foce del fiume. Contrari al progetto Wwf e Lipu che con una lettera indirizzata al presidente della Provincia è stata di nuovo segnalata la necessità di prestare particolare attenzione durante le fasi successive del progetto (definito ed esecutivo) del Ponte in questione in quanto la foce del fiume Saline riveste una rilevante importanza naturalistica.
La stessa Provincia di Pescara, del resto, con il proprio Piano di Coordinamento Provinciale, ha
individuato l'area tra il Piomba e il Saline quale caposaldo del Verde Urbano alla stregua della Pineta Dannunziana posta a sud della conurbazione costiera.
«Le attività di ricerca basate sull'inanellamento di uccelli in migrazione e sosta lungo il litorale
abruzzese, condotte negli scorsi anni», spiegano le due associazioni ambientaliste, «ha evidenziato chiaramente che il canneto, che ancora ricopre in parte il lato nord della foce, ospita quello che è risultato essere in assoluto uno dei dormitori più importanti di Rondine Hirundo rustica lungo l'intero versante adriatico (nel 1998 sono stati censiti fino a 80.000 individui che hanno utilizzato in una sola serata il canneto)».
Nonostante l'area sia Sito di Interesse Nazionale per le Bonifiche, vi è rimasto un minimo di naturalità che permette la sosta di numerosissime specie di uccelli in migrazione tra cui le rare spatole. «La zona», continuano Lipu e Wwf, «è anche di notevole interesse per le specie di piante che ancora vi si possono trovare».
Lo stesso Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica (ora Istituto Superiore per la Ricerca e la
Protezione Ambientale) ha rivolto nel 1999 alle Amministrazioni locali (comuni interessati e Provincia di Pescara) raccomandazioni circa la necessità di conservare l'area che ospita il dormitorio delle rondini, evitando l'ulteriore riduzione dell'habitat di canneto e la realizzazione di infrastrutture che potrebbero influire negativamente sull'utilizzo del sito stesso da parte di questi uccelli migratori».
Già in occasione della formazione del Piano Particolareggiato della Marina di Città S. Angelo le
associazioni ambientaliste avevano espresso la loro totale opposizione all'ipotesi di affiancare alla filovia una nuova strada tra Montesilvano e Silvi che di fatto favorirebbe di nuovo il trasporto su gomma».
Anche il Corpo Forestale dello Stato, recentemente in sede di Conferenza di servizio, ha espresso il
proprio parere negativo in quanto l'opera andrebbe ad incidere negativamente su una zona ancora selvatica e idonea alla riproduzione dell'avifauna.

DENUNCE E SEGNALAZIONI


«In questi anni», spiegano ancora dal Wwf, «al contrario di quanto ha sostenuto recentemente qualche amministratore locale poco informato, come il sindaco di Montesilvano, abbiamo continuato a difendere quest'area anche con denunce e segnalazioni che hanno anche portato a processi per abusivismo e a sequestri. Sarebbe stato auspicabile lo stesso impegno da parte degli enti locali per la difesa e la rinaturalizzazione di questa area martoriata e inquinata. Altro cemento non va in questa direzione».
Anche in occasione del più recente accordo siglato dalla Regione, Settore Trasporti, con le Province
di Teramo e Pescara e i Comuni di Montesilvano, Città S. Angelo e Silvi, le associazioni erano tornate sull'argomento ribadendo che, mentre nel resto del mondo si interviene sulla mobilità sostenibile ed alternativa, agendo sulla diminuzione dell'uso dell'auto, in Abruzzo si continua a favorire il traffico su gomma con nuove strade e ponti con costi dell'ordine di grandezza della filovia di Pescara e cinque volte
maggiori di quanto stanziato finora per la bonifica dell'area.
«Pertanto», chiudono le due associazioni, «l'unico collegamento che riteniamo possa essere sostenibile, nell'area compresa tra la nazionale e il mare, non può che essere quello per la filovia da affiancare all'attuale tracciato ferroviario. Un tracciato misto con le auto annullerebbe qualsiasi ipotesi di trasporto collettivo e pubblico veloce».
10/05/10 13.48