400mila euro per un ascensore in centro inaccessibile ad anziani e disabili

Alessandro Biancardi

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400mila euro per un ascensore in centro inaccessibile ad anziani e disabili
IL CASO. POPOLI. In genere gli ascensori si costruiscono per agevolare gli utenti di un palazzo, di un ufficio o di una città. A Popoli ne hanno realizzato uno nel centro storico (abbattendo un albero di 58 anni) ma per arrivarci bisogna prima salire 30 gradini.

«Non so quante volte abbia scritto ad esponenti della politica, a trasmissioni televisive, ad associazioni per l'handicap ma purtroppo, senza alcun esito», dichiara con rabbia in gola, Dorotea De Berardinis, cittadina non vedente del paese sulle sorgenti del Pescara.






«Vorrei che l'Italia intera conoscesse questo scempio: hanno abbattuto un albero di un metro e mezzo di diametro», continua, «poi hanno costruito, in un paese in cui passa una faglia sismica, un ascensore inaccessibile per un diversamente abile, per un anziano o per una mamma con passeggino per il semplice fatto che si devono salire 30 scalini con un dislivello del 22%».


 


Inoltre la donna ha evidenziato «che la stradina da percorrere per accedere all'ascensore è larga 1,58 metri, senza alcun rispetto delle leggi vigenti per l'abbattimento delle barriere architettoniche».
Di fianco si trova un malconcio edificio del dopo guerra, definito «pericoloso» dalla cittadina.
«Dopo circa due anni di richieste di accesso agli atti», la signora De Berardinis è riuscita ad avere le delibere di Giunta relative al progetto ed ai suoi costi.
«Sono stufa delle ingiustizie e dello sperpero di denaro pubblico: stando alle tre delibere di Giunta i soldi spesi sono arrivati, fino ad oggi, alla somma di 400 mila euro», dichiara.
A cosa serve l'ascensore?
«Qualcuno dell'amministrazione mi ha detto “era
l'unico posto per farlo”», prosegue la donna, «hanno preso i fondi con una legge per la “rivalutazione del centro storico”. Ma quando si “rivaluta” significa che si aggiunge qualcosa di positivo alla città».
«Quanti piani sale? Uno solo», spiega la donna.
L'opposizione o le associazioni come si sono mosse?
«Qui non si muove nessuno, dove non c'è connivenza, c'è indifferenza», ha detto con forza la donna, «in prima battuta le associazioni dicono di volermi aiutare, poi vanno a parlare con i politici e ne riescono addolcite, mi lasciano con un “staremo a vedere” e tutto muore lì».
«Se si ultimerà quest'ascensore, quando si salirà per prenderlo (pochissime persone,penso,potranno farlo)», ironizza la signora, «se sei un credente, preghi Dio, altrimenti ti raccomandi e preghi i tuoi cari estinti».

m.r. 10/05/2010 13.21



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