«La "Tavola di Acerenza" è un autoritratto di Leonardo da Vinci»

Alessandro Biancardi

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CHIETI. Uno dei più noti leonardisti del mondo considera il Museo universitario di Chieti diretto dal professor Luigi Capasso come la capitale degli studi sul Genio fiorentino.

«La “Tavola di Acerenza” è un autoritratto di Leonardo da Vinci». Lo ha affermato lo scienziato David L. Bershad, docente di Storia dell'Arte all'interno del Dipartimento su Rinascimento e Barocco nel canadese St. Mary's University College di Calgary (Alberta), durante il convegno scientifico “Leonardo da Vinci: Il presunto autoritratto lucano, gli studi” svoltosi a Chieti, presso il Museo universitario dell'Università “G. d'Annunzio” di Chieti – Pescara diretto dal Prof. Luigi Capasso.
«Mi sono dovuto ricredere poiché – ha continuato – la prima volta che ho guardato una foto del quadro ero molto scettico. Poi, man mano che mi arrivava la documentazione scientifica prodotta dal team di esperti diretto dal professor Capasso costituitosi per valutare l'autenticità del “Presunto autoritratto lucano” di Leonardo da Vinci, mi sono sempre più convinto che c'era la mano del Genio fiorentino su quel dipinto ad olio su tavola (mezza pialla) di cm 60x44, riscoperto nel 2009 dal dott. Nicola Barbatelli. Ho voluto, però, esaminarla di persona per poterne essere certo. Appena l'ho vista a Chieti non ho avuto più dubbi. Secondo me, è l'autoritratto di Leonardo e gli studi scientifici illustrati stamattina sembrano darmi ragione. Mi devo complimentare con il dott. Barbatelli per il suo gusto artistico che gli ha permesso di riconoscere lo stile leonardiano su quella tavola e di mettere in moto le ricerche di carattere storico, artistico e scientifico. I miei elogi vanno anche ai proprietari dell'opera. Inizialmente, infatti, credevo che ci fosse un loro interesse economico dietro la volontà di attribuirla al Genio fiorentino. Non è così, tant'è vero che hanno concesso gratuitamente al Museo delle Antiche Genti di Lucania a Vaglio Basilicata di custodirla e mostrarla al pubblico senza costi aggiuntivi rispetto al regolare biglietto d'ingresso».
Il professor Bershad ha assunto tale incarico definendo Capasso, direttore del Centro Universitario Museale dell'Ateneo “G. d'Annunzio”, come «il massimo esperto in materia di esame scientifico delle opere di Leonardo da Vinci».
Tale ricerca, infatti, segue uno studio cominciato a Chieti nel 2002 e durato tre anni che ha permesso di identificare l'unica traccia “biologica” del grande genio (cioè: l'impronta di un intero polpastrello di Leonardo da Vinci), poi pubblicata e brevettata per essere utilizzata anche negli accertamenti su opere dubbie o finora sconosciute dello stesso Leonardo e dei suoi allievi.
«Il quadro - ha dichiarato Capasso – è a Chieti perché, assieme al mio staff, mi sono impegnato affinché questo accadesse. Tutto ciò significa Città di Chieti, significa Cultura. Quando si parla di Leonardo, si parla di Italia e del mondo. Questo significa sottolineare la vocazione culturale della nostra città. Il nostro evento di oggi è stato a ingresso libero e gratuito, ma soprattutto trasmesso in streaming video perché credo nella condivisione della conoscenza».

10/05/2010 9.45