Giacimento idrocarburi Bomba, Di Giuseppantonio non ha dubbi: «no al progetto»

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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BOMBA. Sabato mattina nel corso del consiglio comunale di Bomba il sindaco ha ufficializzato la contrarietà al progetto del giacimento di gas sul territorio comunale.


Un progetto che sta facendo discutere e alimentando dubbi.
Il giacimento avrebbe una profondità di 1.000-1112 metri ed una estensione di 3.572 ettari tra i Comuni di Bomba, Torricella P., Roccascalegna, Pennadomo.
La durata dell'estrazione sarebbe di 12-20 anni e il totale del gas commercializzato raggiungerebbe 1,776 miliardi di metri cubi.
Il totale del gas estratto al giorno ammonta a 650.000 metri cubi e il valore del pozzo si aggira intorno ai 138 milioni di euro.
Tra i benefici presentati dalla società proponente ci sono le royalties: (120.000 euro al Comune di Bomba, 40.000 euro per gli altri Comuni) e il risparmio sulle bolletta del gas per i cittadini bombesi che dovrebbero spendere così appena 6 euro al mese.
Ma ciò che preoccupa fortemente il comitato sorto da alcune settimane e che si dice nettamente contrario è il «forte rischio idrogeologico» della zona per la presenza della diga sopra al giacimento di gas naturale e la elevata fragilità del sottosuolo.
Intanto il consigliere provinciale Franco Moroni ha presentato una mozione tecnica, concordata e condivisa dall'intero gruppo del Pdl, proprio sull'istanza di concessione per lo sfruttamento del giacimento di gas naturale a Colle Santo nel territorio di Bomba.
Obiettivo della mozione, che si inserisce in un percorso tecnico-amministrativo già avviato dall'amministrazione provinciale di Chieti sin dal proprio insediamento per situazioni analoghe, è quello, dopo aver valutato le peculiarità del progetto, di tutelare quel particolare territorio.
«La nostra azione in materia di salvaguardia del territorio, non è improntata agli estremismi – spiega Moroni – ma restiamo fermi nel portare avanti tutte quelle iniziative istituzionali atte a salvaguardare particolari comprensori della nostra provincia. In particolare quello di Bomba ha unito alla vocazione turistica e ambientale, quella sportiva grazie al Giochi del Mediterraneo che hanno portato in quel territorio investimenti per 5 milioni di euro. Se dovesse arrivare il via libera alla realizzazione degli impianti, ciò significherebbe danneggiare al 90 per cento l'industria turistico-ricettiva, con il relativo indotto, impoverendo la zona e cancellando posti di lavoro».

08/05/2010 10.50



DI GIUSEPPANTONIO: «NO AL PROGETTO»

BOMBA. «No alla perforazione di pozzi nell'area del Lago di Bomba»: il presidente, Enrico Di Giuseppantonio, ha ribadito la sua netta contrarierà nel corso della seduta di sabato del Consiglio comunale di Bomba.
«Anche in questo caso, come è stato per le piattaforme petrolifere in mare e le installazioni sul nostro territorio, il mio no alle trivelle nell'area del Lago del Sangro è chiaro e convinto».
Alla seduta erano presenti numerosi sindaci del circondario, tutti concordi ed uniti contro il pericolo di un'installazione che stravolgerebbe l'ecosistema della zona.
«Lo sviluppo da noi immaginato – ha spiegato il presidente Enrico Di Giuseppantonio – non è assolutamente compatibile con le installazioni che stanno tentando di portare nel nostro territorio: il progetto che da tempo stiamo realizzando sarà sempre più strettamente legato al turismo e all'industria ad esso connessa, per questo è evidente che questa nostra politica mal si concilia con questo tipo di impianti, sia sulla terraferma sia in mare.
Deve essere chiaro che l'Abruzzo ha già dato tanto al Paese ed ora chiediamo al Paese che ci liberi da questo tipo di installazioni».
«Non ci possono essere esitazioni in questa battaglia», ha continuato il presidente, «che noi condurremo fianco a fianco con i cittadini, come abbiamo già fatto in altre occasioni, presentando osservazioni serie e documentate contro i progetti presentati, grazie anche al sostegno di associazioni civiche ed ambientaliste».
Il Consiglio comunale di Bomba, al termine della seduta ha approvato, su proposta del sindaco, Donato Di Santo, una delibera con la quale si esprime «parere contrario allo Studio di Impatto Ambientale proposto dalla Società Forest CMI S.p.a. con sede in Roma e quindi alla successiva realizzazione dell'impianto di estrazione e raffinazione».
La proposta sarà inviata «quale espresso parere nell'ambito della procedura di Valutazione di Impatto Ambientale agli Enti ed agli Organi interessati dal procedimento in essere».
10/05/10 8.02