Tassa occupazione suolo pubblico, il Comune avvia l'ispezione

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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PESCARA. Entro un mese e mezzo gli uffici tecnici comunali passeranno al setaccio tutti i passi carrabili esistenti in città, le pensiline o i pali pubblicitari, attraverso un censimento.


Entro fine giugno ci sarà in questo modo un quadro esatto della situazione sul territorio.
Lo ha annunciato l'assessore alle Entrate del Comune di Pescara Massimo Filippello in riferimento alla nuova azione di recupero dell'evasione del Canone per l'occupazione del suolo pubblico avviata dall'amministrazione comunale.
«Il provvedimento è partito pochi giorni fa, anche attraverso avvisi pubblici emanati dai nostri uffici – ha spiegato l'assessore Filippello – con i quali abbiamo informato la città dell'avvio di un censimento ufficiale, curato insieme all'Aipa, la società che ha assunto la gestione del servizio di riscossione dei tributi, di tutte le occupazioni autorizzate del suolo pubblico, ossia tende parasole, pensiline, pali pubblicitari, insegne pubblicitarie di attività commerciali, occupazioni temporanee eventualmente abusive e passi carrabili».
L'obiettivo è quello di aggiornare la banca dati a disposizione, verificando dunque se gli impianti già monitorati siano eventualmente ancora operativi o meno, e soprattutto individuando quelli che eventualmente non risultano classificati e per i quali dunque non viene attualmente richiesto né versato alcun canone.
Tale operazione, secondo una prima stima, dovrebbe determinare un incremento delle entrate del 30 per cento, pari a circa 300-400mila euro l'anno.
«Non solo», ha aggiunto Filippello: «attraverso i nostri uffici stiamo anche valutando l'opportunità di ripristinare gli impianti affissionali rimossi in seguito al rifacimento dei marciapiedi negli ultimi anni, ossia circa 130 impianti».
L'amministrazione comunale intende intervenire anche nel settore della pubblicità: si sta predisponendo l'introduzione di una nuova procedura informatica che permetterà di identificare per ogni singola strada quali sono gli impianti pubblicitari autorizzati. In questo modo sarà più facile controllare gli eventuali abusi.
Nel frattempo si sta valutando anche l'opportunità di rivisitare il Piano generale degli impianti in collaborazione con la Polizia municipale e con l'Ufficio Urbanistica per prevedere la possibilità di implementare l'installazione di nuove strutture, sempre nel rispetto delle normative del Codice della strada.
«Anche tale procedura», ha aggiunto l'assessore, «dovrebbe garantirci un aumento delle entrate pari al 20 per cento, ossia circa 200 mila euro in più per ogni annualità».

07/05/2010 11.04