Bimbo morto all'ospedale di Pescara, sit in di protesta dei genitori

Alessandro Biancardi

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PESCARA. I genitori di Paolo Alinovi, il bimbo di tre mesi morto il 29 luglio 2009 all'ospedale civile di Pescara dopo un intervento chirurgico, sono tornati, stamani, a protestare davanti al nosocomio pescarese.


«Oggi - hanno detto i genitori del bimbo, Mario e Barbara Alinovi - Paolo avrebbe compiuto un anno. Siamo qui per chiedere verità e giustizia».
I genitori di Paolo parlano di malasanità, «una piaga sociale - hanno sostenuto- che puo' colpire tutti. Vogliamo sensiblizzare le persone ma anche chiedere alla buona sanita' di aiutarci denunciando chi sbaglia. Chiediamo gustizia e l'avremo perche' - hanno concluso i genitori del bimbo- confidiamo molto nell'ottimo lavoro della magistratura di Pescara».
Sulla vicenda il pm della procura di Pescara, Giampiero Di Florio, ha avanzato al gip la richiesta di incidente probatorio.
Al sit-in hanno partecipato amici e parenti dei coniugi Alinovi, tra cui alcuni ciclisti del Ciclo club di Vasto e alcune persone che hanno aderito al gruppo creato su Facebook, 'Ciao Neva mi chiamo Barbara'.
«Il 29 luglio», racconta la mamma proprio dalle pagine di Facebook, «ho perso a causa di un intervento per ricanalizzare una stomia il mio bimbo di soli tre mesi.
Il mio amore era nato il 6 Maggio con un megacolon congenito , il 20 dello stesso mese gli fu praticata una stomia; il 20 luglio l ‘intervento risolutivo che pero ha portato alla morte il mio bambino. Purtroppo», continua la donna, «la morte del mio piccolo cucciolo è dipesa da un errore medico constatato da una perizia del patologo della procura di Pescara. Fino a qualche mese non conoscevo l'esistenza di questa patologia ma da quel giorno io lotto e lotterò per sempre per far si che nessuna mamma si veda morire davanti ai propri occhi il figlio . Questa mia lotta sarà per rendere giustizia a Paolo il mio piccolo angelo», continua la mamma.
«Paolo non potrà mai più tornare da noi ma la mia lotta contro la malasanità è perchè nessun altro genitore soffra il nostro dolore, io non abbasserò la testa davanti all'onnipotenza della casta dei medici».

06/05/2010 16.47