Processo al poliziotto che indagò il sindaco di Roccaraso: testimone contestato

Alessandro Biancardi

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CAMPOBASSO, 5 MAG - Ancora una udienza ad alta tensione al processo in corso in Molise, a carico di Massimiliano Mancini, il poliziotto che indagò sul sindaco di Roccaraso, Camillo Valentini, morto poi suicida in carcere nel 2004.

I giudici ieri pomeriggio, secondo quanto riporta l'agenzia Ansa, hanno sentito gli ultimi tre testimoni dell'accusa e non sono mancati nuovi scontri verbali tra avvocati di parte civile, pm e testimoni.
Il primo ad essere ascoltato è stato Giorgio Patierno, colui che presentò il ricorso per incompatibilità nei confronti di Valentini, ricorso poi bocciato dalla Cassazione.
Il commerciante, che è stato in passato responsabile della sede An di Roccaraso, ha ricordato i suoi contrasti con il sindaco.
«Non lo votai - ha detto - e lui ci rimase male. In un bar mi disse che io e mio padre dovevamo andare via da Roccaraso».
Patierno ha poi riferito di avere subito da ignoti telefonate minatorie e danni alle sue auto.
I legali di parte civile hanno contestato la deposizione del testimone chiedendo la trasmissione degli atti alla procura affinché valuti se ci sono gli estremi della deposizione reticente.
Uno degli avvocati in particolare ha abbandonato l'aula in segno di protesta.
Nuovo scambio di critiche poi anche tra gli avvocati di parte civile e il pm Arianna Di Petti su come sono stati interrogati i testi.
Per i legali, infatti, molte domande erano inammissibili per come sono state poste.
Stesso rilievo è stato mosso dal magistrato nei confronti dei legali.
E' stato quindi sentito l'imprenditore abruzzese Federico Tironese che in seguito ad un contenzioso con il Comune di Roccaraso si rivolse alla polizia, dove fu ascoltato per 13 volte.
Tironese è indagato per corruzione in un altro procedimento giudiziario per una vicenda comunque collegata a Roccaraso e quindi è stato sentito alla presenza di un avvocato d'ufficio.
Infine il testimone Stefano Rossi si è avvalso della facoltà di non rispondere.
Un ultimo teste, Ornella Bucci, ha inviato una nota alla Corte preannunciando la sua intenzione di avvalersi della facoltà di non rispondere. Il pm a questo punto ha rinunciato alla citazione.
Nella prossima udienza, in programma il prossimo 22 giugno alle 15, saranno sentiti i primi cinque testimoni della parte civile. Anche ieri l'imputato era presente in aula.

06/05/2010 8.50