Pedofilia on line, 18 indagati, perquisizioni in 17 città, anche a L’Aquila

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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CATANIA. Don Di Noto: «foto e video superano la 'ordinaria' infamia dei filmetti e delle foto che i pedofili producono ogni giorno»
Perquisizioni domiciliari in 17 città italiane sono state eseguite da agenti della polizia postale e delle comunicazioni su disposizione della Procura della Repubblica di Catania nei confronti di 18 indagati per divulgazione di materiale pedo-pornografico su Internet.
Al centro dell'inchiesta, coordinata dal sostituto procuratore Rocco Liguori, l'acquisizione e la diffusione sul web di video di pornografia infantile utilizzando il software di file sharing eMule.
Accertamenti sono in corso per risalire ai luoghi della produzione dei filmati per identificare le vittime degli abusi.
Le indagini sono state condotte dal compartimento della polizia postale della Sicilia Orientale di Catania, ed erano state avviate dopo una denuncia dell'associazione Meter.
Gli investigatori hanno anche agito sotto copertura su Internet con il coordinamento del Centro nazionale di contrasto della pedo-pornografia on-line (Cncpo) di Roma. Le città interessate dalle perquisizioni sono state: Alessandria, Ancona, Bologna, Brescia, Brindisi, Cremona, Cuneo, Lecco, Macerata, Milano, Napoli, L'Aquila, Reggio di Calabria, Crotone, Rimini, Udine e Vercelli.
06/05/2010 8.43

«FOTO E VIDEO SUPERANO ORDINARIA INFAMIA
«Non ci sono parole per descrivere quello che abbiamo visto e segnalato. Non è possibile dare ulteriori particolari perché questa volta, foto e video superano la 'ordinaria' infamia dei filmetti e delle foto che i pedofili producono ogni giorno».
Lo afferma il presidente e fondatore dell'associazione Meter, don Fortunato Di Noto, commentando l'operazione antipedofilia in 17 città italiane partita da una segnalazione della sua associazione. D
on Di Noto si dice «contento e soddisfatto» della collaborazione con il compartimento della polizia postale e delle comunicazioni di Roma e Catania.
«Ora - continua il sacerdote - è arrivato il momento di intensificare le forze per individuare i bambini».
Don Di Noto sottolinea infatti come «sono pochissimi i minori individuati finora» e che dal 2003 al 2008 l'Interpol child abuse image database (Icad) dispone di circa 520.828 immagini, transitate su Internet, di singoli bambini vittime di abuso sessuale.
06/05/10 12.33