Pescara, suicida agente penitenziario

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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PESCARA. Un agente penitenziario, M.A. 46enne, assistente capo in servizio a Pescara presso il Nucleo Traduzioni e Piantonamenti originario di Atri, si è tolto la vita nella sua abitazione con la pistola d’ordinanza.

Un estremo gesto tragico meditato e messo in atto dopo aver scritto un biglietto alla moglie e ai due figli adolescenti e dopo aver ripiegato la divisa.
«Profondo dolore e vivo sconcerto suscita in noi la funesta notizia del suicidio di un nostro collega in servizio a Pescara», ha commentato Eugenio Sarno della Uil Pa, coordinamento penitenziari, «intendo, anche a nome di tutta la UIL Penitenziari, esprimere ai familiari ed ai colleghi di Pescara tutta la nostra rispettosa vicinanza. Sebbene ancora non ci si può pronunciare compiutamente sulle motivazioni che hanno indotto il collega al suicidio- spiega Sarno - riteniamo poter escludere quale causa scatenante la grave situazione del sistema penitenziario e delle penalizzanti condizioni di lavoro. Molto più probabilmente le ragioni de suicidio vanno ricercate nella sfera privata ed economica del poliziotto penitenziario che da gennaio era in congedo straordinario per motivi di salute».

05/05/2010 9.51