Sanità: Castel di Sangro, «gravi difficoltà in rianimazione»

Alessandro Biancardi

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CASTEL DI SANGRO. Tre soli medici a fronte dei sei previsti. Questa e' la grave situazione che si presenta nel reparto di rianimazione e sale operatorie dell'ospedale di Castel di Sangro.


L' unità raccoglie emergenze provenienti dal territorio della Comunità montana Alto Sangro - Altopiano delle Cinquemiglia e alto Molise, coprendo 13 comuni abruzzesi e 6 molisani.
Venerdì scorso, quando al responsabile del reparto, Giuseppe Fioritto, e' arrivato il dispositivo dell'Azienda Sanitaria Locale, notificato dal Capo dipartimento Gianvincenzo D'Andrea, con il quale era previsto il trasferimento dei pazienti in rianimazione, appena e' stato tentato di dare corso al trasbordo dei pazienti un 70enne e' stato colto da infarto cardiocircolatorio.
Il tentativo di portare i pazienti da Castel di Sangro a Sulmona e' stato subito interrotto, data la protesta dei familiari dei degenti, tanto che si e' reso necessario l'intervento dei carabinieri per calmare gli animi.
Dopo 39 ore il 70enne e' deceduto.
«Oltre ogni qualsiasi responsabilità - afferma Giuseppe Fioritto - ci troviamo di fronte ad una grave carenza, dettata dalla scadenza di un progetto obiettivo che vedeva impegnati alcuni anestesisti di Sulmona. Il mancato rifinanziamento del progetto in questione, ha portato gli stessi medici a comunicare, nei primi giorni dell'aprile scorso, la loro impossibilita' a prestare servizio alla rianimazione dell'ospedale di Castel di Sangro a partire dal 1 maggio. Adesso, come promesso dai vertici dell'Azienda sanitaria, attendiamo per giovedì prossimo l'arrivo di due nuovi anestesisti oltre a un terzo che dovrebbe rientrare dopo un periodo di malattia».
Il progetto di rimodulazione di Fioritto per mantenere il servizio, come sollecitato dalla stessa Azienda sanitaria, e' quello di trasformare il reparto di rianimazione in 'Area critica', dove poter risolvere le emergenze in due posti letto super attrezzati, in maniera da stabilizzare i pazienti e convogliarli verso presidi meglio attrezzati per i trattamenti di lungodegenza.
«Il rischio - continua Fioritto - e' quello che qualcuno possa cogliere la palla al balzo per tagliare ulteriori servizi all'ospedale di Castel di Sangro, ma nessuno di noi potrà mai permettere questo. Si tratta di analizzare la realtà territoriale e comprendere la funzionalità strategica dell'ospedale castellano, poi sara' la volta del confronto, affinche' Azienda e medici facciano la loro parte per garantire un servizio essenziale per la collettivita e i numerosi turisti che giungono nel territorio». L'ospedale di Castel di Sangro, nei periodi estivo e invernale in cui e' maggiore l'afflusso turistico, raggiunge un bacino di utenza prossimo alle 65 mila unità.
Trattandosi di aree in cui l'attività escursionistica e sportiva e' prevalente, il rischio di emergenze e' quasi decuplicato rispetto agli altri periodi.
«Stanno depauperando quello che era un servizio primario per la nostra area - afferma Alfredo Antonucci, medico in organico alla rianimazione di Castel di Sangro - e sinceramente non riusciamo a comprendere quale sia la strategia aziendale, viste le annunciate riduzioni di personale e poi i successivi interventi per tamponarle. Possiamo comprendere ogni tentativo di razionalizzare la spesa sanitaria - conclude Antonucci - ma ciò non potra' mai costituire rischio per coloro che necessitano di emergenze sanitarie, e il territorio dell'Abruzzo interno, con le difficoltà viarie nell'essere percorso, non può permettersi ritardi di tempo nel trattare i casi gravi».
All'ospedale di Castel di Sangro, fino alla reintegrazione del minimo organico dei 6 medici, e' sospesa l'accettazione nel reparto rianimazione.

04/05/2010 9.43