Istituto Pascal, dopo un anno dal terremoto ancora parzialmente inagibile

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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TERAMO. Due richieste «ignorate» e lavori di ristrutturazione post terremoto che stentano a partire. Non succede a L'Aquila ma a Teramo e precisamente all'istituto tecnico statale commerciale Blaise Pascal in via Bafile 39.

Come certificato anche da un sopralluogo degli Ispettori del Dipartimento della Protezione Civile i problemi ci sono e bisogna intervenire al più presto per rendere agibile un'ala fondamentale per gli studenti, quella dove si trovano le aule con i computer, indispensabile per un istituto con indirizzo programmatori.
Per il momento una parte delle attrezzature tecniche è stata spostata in un'ala agibile ma questo vuol dire che appena il 20% degli strumenti fondamentali per lo studio dei giovani sono stati messi in funzione.
Disagi che si protraggono da più di un anno in un istituto nuovissimo e all'avanguardia che ha risentito delle conseguenze del terremoto solo in una ala dell'edificio caratterizzata da ampi spazi e pareti molto lunghe e vulnerabili. Un edificio comunque costruito prima dell'entrata in vigore delle ultime norme antisismiche e, visti i danni, probabilmente non è stato soggetto ad interventi successivi.
Nell'ala danneggiata e chiusa all'accesso sono centinaia i computer impolverati e non usati nelle amplissime aule, calcinacci e crepe spesse anche un dito si aprono lungo le pareti. E' tutto immobile e silenzioso. Silenzio anche dalle istituzioni che non hanno ancora messo la parola fine, anzi non hanno ancora deciso quando iniziare i lavori di adeguamento.
Un risultato decisamente scarso a distanza di oltre un anno dal sisma.
Il 24 aprile del 2009, a pochi giorni dal terremoto, infatti, gli ispettori hanno messo nero su bianco i problemi: «tomporaneamente inagibili, per dissesti non strutturali, le aule 3F, 4F, 5F del 1° piano, i laboratori 1,2,3, del 2° piano, i laboratori 4,5,6 del 3° ed ultimo piano».
Si parla nella scheda tecnica compilata dagli esperti di «lievi dissesti alle tramezzature e di pericolo di distacco dell'intonaco dalle pareti e solai di copertura».
Tutto il resto dell'edificio, invece, «risulta agibile».
L'istituto moderno e inaugurato da pochi anni, però adesso ha assolutamente bisogno di questi interventi.
Sono stati inviati due solleciti al Governatore Chiodi, al provveditore delle Opere Pubbliche, al prefetto di Teramo, Francesco Camerino, al direttore generale dell'Ufficio scolastico regionale Carlo Petracca, al responsabile dell'Ufficio scolastico regionale provinciale Lantino Romani e al dirigente del VII settore della Provincia, Domenico Di Giovannantonio.
La dirigente scolastica, Ilda Paoloni, chiede che vengano realizzati in tempi brevi i lavori per rendere totalmente agibile la struttura per un importo presunto di 125 mila euro come stimato dai tecnici dell'Ente proprietario dell'edificio scolastico.
«Alle nostre missive non abbiamo mai ricevuto risposte. Attendiamo ancora…», ha spiegato la preside.
La Provincia di Teramo interpellata da PrimaDaNoi.it fa sapere che proprio la carenza di fondi sarebbe alla base dell'immobilismo e che da solo l'ente non può provvedere alla spesa straordinaria.
«Nel Teramano ci sono stati danni per 5 milioni e mezzo di euro e abbiamo inviato relativa documentazione alla Regione per la copertura finanziaria».
Ma se la preside denuncia la latitanza delle istituzioni dalla Provincia assicurano: «non è vero che non ci sono state risposte in quanto sia il dirigente che l'assessore hanno fatto più di un incontro con tutti i dirigenti scolastici che sono perfettamente al corrente della situazione».
Polemiche a parte sono tutti d'accordo che è giunto il momento di risolvere il problema.

04/05/2010 9.32