Tornareccio, il miele diventa "De.Co" ma la minoranza lamenta scarsa trasparenza

Alessandro Biancardi

Reporter:

Redazione Pdn

Letture:

1418

TORNARECCIO. Il famoso miele di Tornareccio diventa De.Co.,cioè certificato con la denominazione comunale che indica il legame di questo prodotto, la sua storia, il suo valore anche economico, con la comunità nel quale viene realizzato da oltre cento anni.


La denominazione comunale non è un marchio come i vari doc, dop, igt e via dicendo, ma un atto “politico”, nel senso che Tornareccio, con questa decisione, ribadisce con atto formale il suo legame con il miele, e si impegna a promuoverlo, tutelarlo e valorizzarlo nel tempo.
La decisione è stata approvata dal consiglio comunale alcuni giorni fa.
Nel dettaglio, il Comune ha deliberato l'istituzione di un albo comunale delle produzioni agro-alimentari e di un registro De.Co. (Denominazione Comunale). L'iscrizione di un prodotto in tale registro avviene in modo molto semplice: il produttore interessato fa richiesta presentando una documentazione che attesti le caratteristiche del prodotto, con particolare riferimento a quelle analitiche e di processo.
Sulla ammissibilità della iscrizione nel registro De.Co. si pronuncia una Commissione nominata dal sindaco.
Nella Commissione sono di norma rappresentati gli esperti del settore agro-alimentare e gli operatori in forma singola o associata. La commissione approverà i regolamenti di produzione che saranno vincolanti ai fini dell'attribuzione della De.Co..
La dicitura denominazione comunale è un'iniziativa a livello nazionale del noto giornalista enogastronomico Paolo Massobrio, che l'anno scorso intervenne a Tornareccio Regina di Miele, la rassegna di settembre dedicata ai prodotti dell'apicoltura.
Il sindaco di Tornareccio, Nicola Pallante, si è mostrato più che soddisfatto.
La minoranza in consiglio comunale invece si è astenuta pur dichiarandosi non contraria all'iniziativa.
«Alla proposta del sindaco», ha spiegato Luigi Iacovelli di "Uniti per Tornareccio", «la minoranza chiedeva di rinviarne l'approvazione e istituire una commissione d'indagine e studio (prevista dall'articolo 11 dello statuto comunale di Tornareccio), dando in questo modo la possibilità a tutti di partecipare attivamente alla realizzazione del progetto. Ma, questa richiesta non è stata accolta. Con la costituzione di una commissione», ha aggiunto Iacovelli, «non solo il gruppo di minoranza avrebbe potuto esprimere il proprio parere, ma anche tutte le componenti di questo progetto di marketing poiché nelle fasi operative per l'applicazione della De.Co sono previsti incontri con produttori, ristoratori, albergatori, commercianti che, mentre, non sono stati minimamente coinvolti, pur essendo loro gli autentici ambasciatori del territorio».
L'opposizione dunque, sostiene il capogruppo, «chiedeva una maggiore partecipazione e trasparenza per l'intero progetto».

04/05/2010 8.29