Villa Pini e accreditamenti, slitta ancora la firma del contratto con la Regione

Alessandro Biancardi

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Villa Pini e accreditamenti, slitta ancora la firma del contratto con la Regione
CHIETI. Slitta di una settimana l'incontro alla Regione per la firma del contratto di Villa Pini sugli accreditamenti.
Ufficiosamente le motivazioni sono diverse: il sub commissario Giovanna Baraldi è fuori Abruzzo e non sono ancora pronti i documenti già richiesti dal Curatore ben prima di questo incontro.
Visto che si conosceva da tempo questa scadenza che tutti aspettavano per capire se gli accreditamenti ci sono o no il rinvio fa sorgere qualche dubbio.
In realtà il viaggio fuori Abruzzo potrebbe essere solo “diplomatico” perché la Regione non ha ancora comunicato i suoi documenti (come peraltro ha già fatto con le altre cliniche) e quindi ha preso tempo.
Sono però continuati gli incontri tecnici alla Regione (ieri c'erano il commercialista Francesco Cancelli ed il direttore sanitario Romoli) per controllare le varie problematiche.
Ma questo slittamento e questa insistenza per avere i documenti e controllarli prima di firmare o no, fanno pensare ad una risposta soft della curatela alle dichiarazioni trionfalistiche del Commissario Chiodi dopo la mancata sospensiva sugli accreditamenti da parte del Tar L'Aquila.
Quasi un modo per ricordare che in un fallimento ci sono regole da rispettare (eppure il commercialista Chiodi dovrebbe conoscerle bene) e che per bloccare o mettere in crisi l'attività dell'esercizio provvisorio non basta un'ordinanza “discorsiva” del Tar L'Aquila, che appare scarsamente motivata sul piano giuridico.
Infatti, sono state sufficienti solo tre righe per giustificare il mancato riaccreditamento della Clinica ed altrettante tre righe per quello delle strutture di riabilitazione psichiatrica (quasi una riga ogni cento dipendenti....).
Un'ordinanza breve e apparentemente contraddittoria per i non addetti ai lavori: nelle prime tre righe di fatto Villa Pini viene trattata come se avesse già gli accreditamenti al pari delle altre cliniche («tanto che siete stati convocati il 3 maggio per la firma del contratto», firma che non c'è stata), nelle righe successive sostiene che è inutile chiedere gli accreditamenti se le strutture per la riabilitazione psichiatrica non sono in regola.
Il che non dev'essere piaciuto alla curatela: intanto per gli accreditamenti in generale, perché non è stato sciolto il nodo dell'applicazione della legge contro Angelini (se è sbagliata perché retroattiva, sono sei mesi che ci si gioca attorno) e poi per le strutture psicoriabilitative?
Infatti, il curatore si sta adoperando per rimettere a norma quelle due o tre che sono irregolari e per le quali sta cercando anche una soluzione abitativa diversa.
In presenza di prescrizioni, solo se la curatela non ottempera è in difetto e non pare che sia questo il caso visto che qualche risultato si vede.
Insomma anche il Tar prende tempo e rinvia la decisione alla discussione di merito.
A questo stillicidio, a questo tentativo di eutanasia di Villa Pini o di morte assistita per soffocamento, la curatela reagisce con gli strumenti che ha: per esempio la tutela assoluta dei creditori, che in buona parte sono anche i dipendenti.
Per questo forse la Regione nicchia: sa bene infatti che il curatore non firmerà il contratto né oggi né mai, se i tagli operati sul budget di Villa Pini non risulteranno proporzionali a quelli delle altre cliniche.
Oppure la Regione rinvia perché non ci sono i soldi in bilancio?
Potrebbe essere una spiegazione. Ma basterebbe dirlo.

Sebastiano Calella 04/05/2010 8.13

Ordinanza Villa Pini maggio 2010

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