Tre euro all'ora, così la Provincia di Pescara avvia i disoccupati al lavoro

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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Tre euro all'ora, così la Provincia di Pescara avvia i disoccupati al lavoro
PESCARA. 300 euro al mese per 24 ore settimanali: in pratica 3 euro all'ora. Per cosa? I soliti lavori da precari? Più o meno. Niente di nuovo nel desolante mondo del posto fisso che non esiste più se non si trattasse in realtà di qualcosa che si avvicina molto allo ''sfruttamento legalizzato” perchè il lavoro viene gentilmente offerto dalla Provincia di Pescara.
Succedeva negli anni passati e succede ancora oggi.
La prassi dura da anni, tant'è che l'ex assessore al Lavoro, Antonio Castricone, segretario provinciale del Pd, in più occasioni ha ribadito che i tirocini formativi in Provincia di Pescara rappresentano una punta di eccellenza dei servizi all'impiego.
Con la nuova amministrazione di centrodestra non pare ci sarà un cambiamento di rotta in questo senso.
Così la Provincia cerca di far entrare i giovani disoccupati che abbiano finito la scuola dell'obbligo nel mondo del lavoro.
Niente di stabile, ovvio, ma una possibilità per imparare un mestiere e «agevolare le scelte professionali mediante la conoscenza diretta».
Meglio di niente, si potrebbe dire, ma in definitiva si passa da una schiavitù (la disoccupazione) ad un altro (lo sfruttamento).
Sono molte le aziende e spesso i grandi gruppi, anche internazionali, che collaborano molto volentieri con gli enti pubblici che si occupano di tirocini e nello specifico con la Provincia di Pescara.
Le multinazionali della grande distribuzione sono molto attenti ai tirocini.
C'è stata così nei giorni scorsi la possibilità di stipulare 24 contratti grazie ad una apposita convenzione che si rinnova di sei mesi in sei mesi.
Ad agosto scorso la convenzione è stata firmata: 24 i ''fortunati'', perlopiù ragazze, spesso laureate, per il ruolo di hostess di cassa, ovvero cassiera.
Obiettivi del progetto formativo: formare e preparare risorse valide.
Ma per chi?
Chi lo sa, di sicuro ogni sei mesi le tirocinanti cambiano (poiché i tirocini non possono essere prorogati), di sicuro le aziende che si offrono per ospitare i tirocinanti non sembrano affatto attivi nel fare assunzioni.
Insomma tutto nasce per avviare al lavoro ma il lavoro continua a non esserci e nel frattempo “i giovani” fanno un po' di esperienza non certo con stipendi decorosi.
Le cassiere tirocinanti che sudano per imparare l'usurante lavoro di cassiera orientandosi nel mondo del lavoro cosa hanno in cambio?
Incredibilmente generosa l'azienda riconosce 300 euro al mese per 24 ore settimanali (dal prossimo contratto pare che diventeranno 30), facendo i turni, senza ferie o permessi. Dopo potranno far valer la straordinaria esperienza maturata.
E la Provincia, ente che dovrebbe favorire il buon lavoro, tutto questo lo sa?
Promuovendo questi tirocini in Provincia si ritiene che siano correttamente utilizzati, poiché la legge lo consente ma in realtà sembra che si trasformi uno strumento di formazione ed orientamento in qualcosa di molto vicino ad un rapporto di lavoro mascherato.
E i sindacati e l'Ispettorato del Lavoro che di questi tirocini sono perfettamente informati poiché ad essi sono inviate copie di tutti i tirocini stipulati (art 5 del DM 142 del 1998)?
Sull'argomento pare ci sia un tantino di distrazione, in fondo perché rompere una piacevole routine?
C'è anche chi chiede l'intervento dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato poiché ditte concorrenti assumono regolarmente le cassiere, anche se magari a tempo determinato, e ne sopportano i costi. Ben più alti, ovvio.

a.l. 03/05/2010 12.28

TIROCINI, CASTRICONE (PD): «PIU' CONTROLLI MA NON SI FACCIA CONFUSIONE»

«Ho sempre pensato che i tirocini possano essere uno strumento utile per incrociare domanda e offerta di lavoro: negli ultimi anni i tirocini formativi o le borse lavoro finanziate con il P.O.R. hanno consentito a molti giovani della nostra provincia di entrare nel mercato del lavoro e una percentuale di poco inferiore al 50 per cento di loro è stata stabilizzata dalle aziende presso le quali hanno effettuato lo stage. Ritengo, questa, una buona esperienza della Provincia di Pescara».
Lo afferma Antonio Castricone, segretario provinciale del Pd di Pescara ed ex assessore al lavoro della Provincia.
«Altra cosa», sottolinea Castricone, «sono invece i tirocini formativi, regolati da legge nazionale che a volte vengono utilizzati in maniera impropria o non regolare dalle aziende. Su questi ultimi, durante il mio mandato da assessore, abbiamo rafforzato l'attività di progettazione degli stessi, al fine di evitare l'utilizzo non corretto dello strumento e l'attività di tutoraggio dei tirocinanti, il tutto al fine di evitare proprio quanto indicato nell'articolo. Ciò ha scoraggiato molti dal presentare progetti che avevano finalità e ridotto molto l'utilizzo non regolare del tirocinio. È sempre necessario rafforzare i controlli per evitare forzature rispetto alla necessità di formazione dei nuovi lavoratori. Si tratta di due strumenti nella sostanza diversi fra loro e fra i quali non va assolutamente fatta alcuna confusione».

03/05/2010 18.41

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