Sequestrano e rapinano connazionale, arrestati quattro marocchini

Alessandro Biancardi

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AVEZZANO. Quattro marocchini clandestini sono stati fermati dai Carabinieri della Compagnia di Avezzano con le accuse di rapina e sequestro di persona.

Si tratta di A.E.M., di 21 anni, M.T. 23 anni, B.K. 27 anni e R.J. 25 anni, rinchiusi nel carcere dell'Aquila.
Secondo gli investigatori i fermati fanno parte di un commando di otto marocchini che nella notte tra il 30 aprile e il primo maggio scorsi, armati di pistole e coltelli, avevano fatto irruzione in un casolare della piana del Fucino nel territorio comunale di Celano, dove vivono altri quattro marocchini.
Nel corso del blitz uno dei dimoranti nel casolare - giunto nel Fucino da qualche giorno e in regola con il permesso di soggiorno - è stato minacciato e percosso, e poi caricato su una delle due auto con le quali era arrivato il commando.
Durante le fasi concitate di sequestro sono stati esplosi, a scopo intimidatorio, alcuni colpi di arma da fuoco.
La vittima del sequestro è stata portata in una zona isolata di Ortucchio, rapinata di 200 euro e della tessera sanitaria, nuovamente caricata in auto e abbandonata per strada sulla via di ritorno verso il casolare, visto l'arrivo dei carabinieri.
In base alle dichiarazioni del marocchino vittima di sequestro sono stati individuati quattro degli otto marocchini coinvolti nella vicenda: i quattro sono stati sorpresi in un appartamento di Gioia dei Marsi, mentre si preparavano a fuggire altrove.

03/05/2010 8.50

SCOPERTI DOPO LUNGHI APPOSTAMENTI
A loro, hanno spiegato nel corso di una conferenza stampa il questore di Chieti, Alfonso Terribile, e il dirigente della squadra mobile, Paolo Monnanni, si e' arrivati dopo lunghi appostamenti incentrati in particolare su due appartamenti a S. Giovanni Teatino dove era stato notato un sospetto andirivieni di furgoni.
E proprio su uno di questi mezzi, risultato poi essere stato affittato in Romania da Dumitrascu, era stipata merce ricettata tra cui generatori e martelli pneumatici, oggetto di due furti commessi a S. giovanni Teatino ai danni di un cantiere e di un magazzino.
La merce era gia' stata imballata e su ogni scatolone vi era il nome del destinatario rumeno.
Le indagini, ha spiegato Monnanni, hanno accertato che Dumitrascu e Moraru avevano il compito di fare la spola tra la Romania e l'Italia, ricettare la merce rubata e trasportarla in patria.
Chieti era forse sono una delle tappe dei frequenti viaggi.
I due appartamenti posti sotto osservazione, che erano in uso a Lungu e Serbu, sono stati perquisiti e al loro interno e' stato rinvenuto un vero e proprio arsenale di arnesi da scasso: grosso martelli e cesoie, un'ascia, fiamma ossidrica, tute, guanti, binocolo, walkie talkie.
Ci sono elementi che fanno ritenere i quattro gli autori della rapina alla villa di Di Lena. Nel corso delle indagini e' stata inoltre denunciata per favoreggiamento una cittadina rumena.
«Siamo di fronte a dei veri e propri professionisti - ha commentato il questore Terribile - dediti a una sorta di import-export di materiale ricettato».
Infine il questore lancia un appello ai cittadini affinche' collaborino con le forze dell'ordine: «Non si tratta di fare la spia ma e' importante che ci vengano segnalati movimenti sospetti per darci degli input». 03/05/10 14.51