Ricci contro il maestro Rendine: «quanto sangue hai succhiato alla città»

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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CHIETI. Il 1° maggio a Chieti ha fatto il suo rientro in scena il maestro Sergio Rendine, ex direttore artistico del teatro Marrucino poi allontanato dalla vecchia giunta di centrosinistra. RENDINE:«LIVORE DA SCONFITTA PER IL SIGNOR EX»


Ma ora, anche a distanza, i rapporti tra l'ex primo cittadino Francesco Ricci e il maestro (che è pronto a riprendere le redini della cultura teatina in mano grazie all'appoggio del sindaco Di Primio) restano infuocati.
E se il giorno della festa dei lavoratori Chieti ha ospitato un concerto gratuito in piazza San Giustino organizzato proprio da Rendine, si è riaccesa la miccia tra l'artista e l'ex primo cittadino.
«L'avevo detto che sarei tornato quando sarebbe tornata a respirarsi aria pulita in città», ha detto il maestro.
«Spero che non si riferisse a me quando ha parlato di aria pulita», ha replicato Ricci, «altrimenti sarei costretto a querelarlo».
Ma l'ex sindaco ha affilato le armi e ci è andato giù pesante: «Di Primio non poteva trovare uno più esperto di lui in materia di lavoro. E', infatti, noto che il maestro Rendine è uno che non si accontenta di un solo lavoro e accaparra tutto ciò che può – soprattutto se a pagare è la Pubblica Amministrazione - alla faccia di tanti professionisti altrettanto capaci e disoccupati».
«Chi conosce le tue gesta», ha continuato l'ex sindaco, «sa bene quanto sangue hai succhiato a questa città e Dio solo sa quanto ne succhierai ancora grazie ai vecchi amici tornati ormai tutti in sella. Se solo i cittadini sapessero quanto hai incassato in tutti questi anni con il tuo doppio lavoro, tra stipendi e benefit vari, forse si guarderebbero bene dall'applaudirti, altro che amore per la città e per la cultura».
E Ricci ha tirato fuori anche la nota scritta dal Dipartimento della Funzione Pubblica «guidato dal vostro Ministro Brunetta», nella quale si chiarisce che il maestro ha svolto «attività senza autorizzazione negli anni accademici 2002-2003 e 2006-2007».
«Spero che chi ha il dovere di agire per pretendere da te il dovuto», ha aggiunto Ricci, «lo faccia subito perché saremo estremamente vigili nel chiedere il rispetto delle leggi patrie in ogni sede e nei confronti di chiunque. Spero, infine, che i Dirigenti Comunali competenti e il Segretario generale provvedano ad inviare presto, se non l'hanno già fatto, tutti gli atti relativi al Teatro Marrucino, già approvati dal Consiglio Comunale, alla Corte dei Conti perché sono ansioso di sapere chi ha avuto responsabilità in quella storia».

03/05/2010 8.28

RENDINE:«LIVORE DA SCONFITTA PER IL SIGNOR EX»

«Il livore con cui Francesco Ricci scrive, è figlio sicuramente della sua umiliazione elettorale, mentre la sua capacità di dire cose non vere è figlia di un'abitudine. Caro “signor ex” lei dov'era quando il sottoscritto, testimone la città intera, ha lavorato gratis per cinque anni in questa città?»
Non si è fatta attendere la risposta del maestro Rendine tirato in ballo questa mattina dall'ex sindaco Ricci.
«Caro “signor ex”», continua Rendine rispondendo a Ricci, «di quali impieghi plurimi parla, visto che tutti, dico tutti i direttori artistici d'Italia, compreso il suo fiduciario Di Iorio, sono docenti di Conservatorio come me? (e solo a questo lei può riferirsi). Caro “signor ex” lei c'era invece quando bloccò insieme alla sua giunta i fondi per i lavoratori della musica del Marrucino, per perseguire scopi non chiari, costringendo me e miei più cari amici (da solo non ce l'avrei mai fatta) ad anticipare gli stipendi a tanti lavoratori ridotti da lei sul lastrico, tante gocce, quelle sì, del mio sangue mai più rientrate nelle mie casse ormai sconquassate grazie proprio a quell'avventura».
«Caro “signor ex”», aggiunge Rendine, «perché non racconta alla città che il direttore generale da lei nominato, Francesco Di Vincenzo, nei due anni in cui lei finse di volermi lasciare al mio posto, fu costretto a difendermi dai suoi sconsiderati attacchi semplicemente perché, soprintendendo al mio lavoro, ne vide la solita bontà, la serietà e la capacità di taglio e risparmio per il bene dell'Istituzione? Perché non dice alla città che da quelle difese Di Vincenzo cominciò a vivere una persecuzione che lo portò alle dimissioni pochi mesi prima delle mie, una vera e propria persecuzione da parte sua e della sua “combriccola” (non si offenda per questa parola, l'ha detta lei in un pubblico video riferendosi a me e gliela restituisco)».
«Caro “signor ex”», conclude Rendine, «nella chiusura della sua biliosa nota continua a dare ordini ai Dirigenti comunali e al Segretario comunale. Non sono più suoi dipendenti, ma dipendono ora da un altro Sindaco che non li vorrà certo usare come ha fatto lei come killer contro avversari politici, ma li rimetterà nella pace dei loro ruoli istituzionali».

03/05/2010 16.36