Tangenti 'Mare Monti', l'ingegner Strassil resta in carcere

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Resta in carcere Carlo Strassil, arrestato il 19 aprile scorso nell'ambito dell'inchiesta sulla realizzazione della strada "Mare-Monti". * INVALIDI TRUFFATI: PM PESCARA CHIUDE INCHIESTA


Lo ha deciso il Gip del Tribunale di Pescara, Luca De Ninis, che ha respinto l'istanza dei legali di Strassil.
Anche il Pm Gennaro Varone aveva espresso parere contrario alla scarcerazione.
Per la sua attività generale svolta in riferimento all'appalto della strada "Mare monti", secondo l'accusa Strassil si sarebbe autoliquidato oltre tre milioni di euro.
L'ingegnere avrebbe stravolto l'appalto per renderlo economicamente vantaggioso alla società aggiudicataria. Per il fermo cantiere, la Toto avrebbe ottenuto 2 milioni di euro.
Gli atti pubblici e lo stesso progetto sarebbero stati redatti direttamente dalla Toto costruzioni e fatti firmare da Strassil ai funzionari pubblici i quali, invece, avrebbero dovuto realizzare direttamente quella attività.
Secondo l'accusa avrebbe svolto nella vicenda il ruolo di referente politico degli imprenditori Toto.
I suoi legali hanno già presentato ricorso al Tribunale del Riesame dell'Aquila.
Nell'inchiesta sono indagate in totale 12 persone, tra cui gli imprenditori Carlo, Alfonso e Paolo Toto, l'ex sindaco di Pescara, Luciano D'Alfonso (indagato per concorso in truffa) e Fabio De Santis, quest'ultimo arrestato a Firenze nell'ambito dell'inchiesta sul G8 della Maddalena.
Strassil nel corso dell'interrogatorio di venerdì scorso aveva respinto ogni accusa.
Nelle scorse settimane alla "Toto Costruzione Spa" sono stati sequestrati 2 milioni di euro, a Strassil un milione di euro e 170 mila euro alla societa' "Archingroup" riconducibile a Strassil e 200 mila euro alla societa' "R&L" del figlio.
30/04/2010 16.28

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INVALIDI TRUFFATI: PM PESCARA CHIUDE INCHIESTA

PESCARA. Il pm del tribunale di Pescara Gennaro Varone ha chiuso l'inchiesta relativa alla truffa ai danni di persone invalide.
Gli indagati sono un funzionario della Asl di Pescara, P. A., e un avvocato, C. L., e devono rispondere di corruzione truffa in concorso.
I due nel mese di marzo scorso sono stati colpiti dalla misura interdittiva della sospensione dall'esercizio del pubblico ufficiale e della professione forense per due mesi.
Secondo l'accusa il funzionario della Asl, che lavorava nell'ufficio dove arrivavano le pratiche di invalidita' rigettate dalle commissioni competenti, individuava i casi in cui era possibile fare ricorso e indirizzava le persone allo studio dell'avvocato.
In caso poi di vittoria ai ricorrenti veniva consegnata solo la parte della sentenza in cui si riconosceva l'invalidita'
mentre veniva omessa quella contenente la quantificazione delle spese legali che sono a carico dell'inps. Il pagamento delle spese legali veniva poi richiesto ai ricorrenti. Per ogni pratica chiedevano una somma compresa tra i 1000 e i 1500 euro. Nel corso delle indagini condotte dal Nas di Pescara, sono state censite circa una ventina di posizioni gestite tutte in questo modo e, tra queste, sono state scoperte rare situazioni in cui gli aventi diritto si sono rifiutati di pagare gli ulteriori compensi per le spese legali. Proprio grazie alla denuncia di una di queste persone che ha sospettato della duplice indebita richiesta di pagamento le investigazioni hanno avuto inizio. Fondamentale è stata la collaborazione dell'ufficio provinciale dell'Inps. 30/04/2010 16.28

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