Idv:«Sulla Team intervenga la procura antimafia e faccia chiarezza subito»

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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TERAMO. Il dibattito politico tende al soporifero su un argomento per il quale le domande si affastellano e sembrano avere un enorme peso mentre le risposte mancano e continuano a mancare ancora per poco.

Nei giorni scorsi PrimaDaNoi.it aveva pubblicato un articolo molto dettagliato sulla Teramo Ambiente (Team) la società partecipata che si occupa tra gli altri della raccolta dei rifiuti nel Teramano. A quelle notizie è seguito il consueto silenzio difficilmente interpretabile.
Le procure però vanno avanti e le indagini si completano giorno dopo giorno e disegnano scenari inimmaginati. Anche sulla Team indaga la procura di Pescara nell'ambito di un filone che pare sconfinare nella regione e che potrebbe contribuire a far aprire altre inchieste dirottate poi per competenze alla procura di Teramo.
Più procure indagano sul socio della Team la Enerambiente spa che opera anche nel Napoletano e che in Abruzzo sembra aver avuto la strada spianata.
Sull'argomento oggi qualche domanda se la pone anche Alberto Di Croce dell'Idv di Teramo che si domanda quando interverrà la procura antimafia.
Come già scritto nei mesi scorsi la procedura di affidamento della gestione dei servizi locali alla Team, pone dubbi sulla liceità, soprattutto dopo il subentro dell'Enerambiente Spa, socio privato alla Società Slia Spa senza gara pubblica.
Di recente però vi è stato l'affidamento alla Team Spa, da parte del comune di Teramo, di ulteriori nuovi servizi per svariati milioni di euro per ancora cinque anni e sarebbe stato effettuato senza controllare l'evoluzione societaria che dall'originaria Slia Spa è arrivata ad Enerambiente Spa, sospettata di infiltrazioni malavitose.
Dalla metà degli anni novanta la Team Spa ha gestito il servizio di smaltimento dei rifiuti solidi urbani, la pulizia delle strade, la manutenzione del verde pubblico.
Nel 2001 è stata sottoscritta una convenzione per un rinnovo della collaborazione fino al 2010.
Dal 2006, senza alcuna gara, la Team Spa si è vista affidare i servizi cimiteriali, dal 2007 la riscossione della tariffa di igiene ambientale e da un paio di mesi i servizi museali, l'assistenza all'attività didattica, la gestione dell'Auditorium di San Carlo e la gestione dei servizi nel centro sociale di educazione permanente.
«Il tutto senza alcun bando di gara», ribadisce Di Croce, «c'è da dire, inoltre, che la moglie dell'attuale sindaco Brucchi è impiegata alla Team, in stretta collaborazione con l'amministratore delegato, Giovanni Faggiano, che ha sul groppone una condanna penale ad un anno e quattro mesi perché coinvolto nel 2007 nella cosiddetta “Tangentopoli brindisina” conclusa con l'arresto del Sindaco. In nessuna democrazia occidentale sarebbe permesso al sindaco di mantenere la delega sulle relazione con al Team ove si trova la moglie impiegata; società controllata dal Comune, e partecipata da società non scelte dal comune e non da bando di evidenza pubblica; società di cui poco si conosce viste le numerose modifiche societarie avute negli anni».
«Io non so quali giustificazioni addurrà Brucchi al suo comportamento ed a quello dei suoi cari», conclude Di Croce, «un azzeccagarbugli pronto a sostenerlo lo troverà di certo, alla faccia del libero mercato, della libera concorrenza e di altre decine di leggi votate da un libero Parlamento Europeo e da un libero Parlamento Italiano».

30/04/2010 12.25