Villa Pini, il Tar L'Aquila respinge la sospensiva sugli accreditamenti

Alessandro Biancardi

Reporter:

Redazione Pdn

Letture:

4266

L'AQUILA. Il Tar L'Aquila non concede la sospensiva sul ricorso del curatore fallimentare di Villa Pini che aveva chiesto il riaccreditamento della struttura.
 
Come noto, la sospensione delle convenzioni era scattata a causa della legge regionale approvata a novembre: Angelini aveva avuto lo stop all'accreditamento perché non pagava i dipendenti.
Sul merito della questione, cioè sui motivi reali della contestazione da parte dell'esercizio provvisorio della clinica nel frattempo fallita, il Tar L'Aquila si pronuncerà nei prossimi mesi, forse entro l'anno.
Si allungano cioè i tempi per sapere se la Regione ha operato legittimamente e se la legge è stata applicata correttamente. Come si ricorderà, infatti, uno dei motivi principali del ricorso era proprio l'errore nell'applicazione della “punizione” che era stata comminata a Villa Pini retroattivamente.
La legge infatti dice che se per tre mesi non si pagano gli stipendi, scatta la sospensione dell'accreditamento.
L'avvocato del curatore ha eccepito che, essendo la legge entrata in vigore il 29 novembre scorso, i tre mesi scattavano da allora, mentre ad Angelini era stato tolto l'accreditamento perché non pagava dal giugno precedente.
Questo doppio no alla sospensiva è un po' inusuale, ma non infrequente per i ricorsi contro la Pubblica amministrazione: come noto infatti anche il Tar Pescara si era espresso allo stesso modo, trasferendo la pratica all'Aquila per competenza territoriale, dopo la richiesta della Regione.
Il motivo sembra essere lo stesso: non ci sono danni irreparabili in vista, dato che gli accreditamenti sono stati già sospesi da mesi.
In realtà anche allora ci fu qualche perplessità per l'ordinanza del Tar Pescara che negava la sospensiva: se non era competente per il contenuto dell'opposizione, la stessa “incompetenza” - secondo qualcuno – doveva essere invocata per la sospensiva.
Ma si tratta comunque di una questione di lana caprina, visto che anche il Tar L'Aquila si è espresso per il no, suscitando da una parte commenti e dichiarazioni trionfalistiche dei politici (Chiodi in prima linea) che cercano di capitalizzare la decisione e dall'altra una sgradevole sensazione di incredulità da parte dei dipendenti che per un anno sono stati senza stipendio e che ora vivacchiano con la cassa intergazione a rotazione: «non ci sono danni irreparabili in vista? Ma che scherziamo? Dove vivono i giudici dei Tar?».
In effetti lo sviluppo della vicenda ha avuto un effetto paradossale: i veri vincitori morali di questo primo round risultano essere proprio il curatore fallimentare Giuseppina Ivone ed il giudice fallimentare Adolfo Ceccarini, gli unici che si stanno battendo in favore dei dipendenti di Villa Pini che di fatto, difendendo il valore “impresa” di Villa Pini, si muovono in difesa dell'occupazione più e meglio dei politici e si sostituiscono agli assessori ed ai consiglieri regionali con un ruolo di supplenza che a volte viene criticato.
 
IL COMUNICATO TRIONFALISTICO DEL PRESIDENTE CHIODI

A nessuno sfugge infatti il significato strumentale del comunicato del presidente Chiodi, che confonde una semplice sospensiva con una vittoria sul merito del ricorso: «L'ordinanza del Tar dell'Aquila che ribadisce la sospensione degli accreditamenti nei confronti di alcune cliniche private, conferma la bontà e la legittimità del percorso normativo assunto dalla Regione Abruzzo e dal commissario alla Sanità in materia di accreditamenti», spiega il presidente Chiodi in un comunicato ufficiale. Ma poi si “allarga”: «Sulla sospensione degli accreditamenti ci siamo sempre mossi nel rispetto della legge e il fatto che l'unico ricorso presentato contro i numerosi provvedimenti amministrativi che hanno caratterizzato l'iter è stato respinto, testimonia l'imparzialità, la correttezza e la trasparenza del governo regionale e del commissario nell'affrontare una questione delicatissima».
Respinto? Il ricorso non è stato respinto: molto più semplicemente non è stata concessa la sospensiva. Punto. Nel merito si vedrà: mai vendere la pelle dell'orso prima di ….con quel che segue. L'occasione per Chiodi è stata però, per certi versi, molto ghiotta: la decisione del Tar è «la migliore risposta a tutti coloro che dicevano che la Regione faceva questi atti per farseli impugnare». Dove per “tutti coloro” si deve leggere l'onorevole Daniele Toto che in un'interrogazione parlamentare aveva sottolineato come tutte le impugnazioni avevano visto soccombere la Regione quasi per una sua voglia di perdere al Tar. 

LE TENSIONI NELLA MAGGIORANZA E LE STRANE AMNESIE DELLA REGIONE

Un'aggiunta polemica che la dice lunga sul clima nella maggioranza che governa la Regione, chiamata a conclave in montagna dallo stesso Chiodi.
Ma questa è un'altra storia che non si esaurisce con le critiche del consigliere Nasuti, rimasto con Fini, e che coinvolge il possibile rimpasto nelle deleghe.
Insoma ancora una volta la politica si allontana dai problemi reali dei cittadini, perché invece di spendere qualche parola per i dipendenti di Villa Pini, privilegia l'aspetto delle alleanze e delle polemiche interne.
Quello che appare incomprensibile in tutta la vicenda è l'impressione che la Regione (il presidente? L'assessore? I funzionari?) si muovano senza tener conto dei possibili sviluppi, non solo politici, delle loro decisioni.
Possiamo prendere ad esempio sia questa vicenda degli accreditamenti, sia quella dei dati richiesti sui budget delle altre cliniche e non comunicati, nonostante l'assegnazione di un termine per ottemperare da parte del Tribunale.
Non averlo fatto, a quanto risulta,e senza nemmeno impugnare la decisione, potrebbe configurare un abuso di ufficio.
Per gli accreditamenti che la Regione avrebbe concesso a Villa Pini, come da documentazione presentata al Tar L'Aquila, si pone un altro problema: è uno dei tanti comunicati o è una delibera?
E se è una delibera, questo significa che prima era sbagliato sospenderli oppure è un'altra cosa? L'Aiop osserva in silenzio, ma non è detto che abbia rinfoderato la spada. E Villa Pini?
Mentre infuriano le polemiche, ieri il direttore sanitario Romoli ha avuto un incontro tecnico alla Regione in vista dell'incontro del 3 maggio per l'eventuale firma dei contratti. All'incontro hanno partecipato il sub Commissario Giovanna Baraldi, alcuni funzionari del Ministero delle finanze ed altri funzionari della Regione. 
Sebastiano Calella 29/04/10 15.12

CONDIVIDI GLI ARTICOLI DI PDN SU FACEBOOK