Ospedale Casoli, sindaco De Luca sospende lo sciopero della fame

Alessandro Biancardi

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CHIETI. Ieri mattina il prefetto di Chieti ha incontrato diciassette sindaci dei venticinque convocati ricadenti nel comprensorio Sangro-Aventino.


Il prefetto ha invitato il sindaco di Casoli, Sergio De Luca ad aprire i lavori con una relazione sulla situazione relativa al presidio del comune che amministra, ripercorrendo anche le motivazione all'origine della sua iniziativa dello sciopero della fame, poi sostenuta e intrapresa anche dagli altri colleghi.
Si è trattato di un incontro cordiale e distensivo durante il quale sia De Luca sia i suoi omologhi hanno annunciato di sospendere la protesta intrapresa.
«Ho parlato della "bozza di delibera"», racconta De Luca, «con la previsione di chiusura nell'Ospedale di Casoli dei reparti di Medicina Generale, Geriatria e Chirurgia Day Surgery, con la previsione di attivazione di 12 posti di Lungodegenza, l' attivazione di 12 posti di Riabilitazione e l'attivazione della "day service". Ho poi riferito di quanto accaduto all'assemblea di Ortona ed alle negative previsione illustrate in quella sede per l'Ospedale e i servizi sanitari rivolti al territorio Sangro-Aventino».
E stata inoltre stabilita la data del 6 maggio come primo giorno utile per realizzare un incontro per costituire il gruppo di lavoro per entrare nel merito delle proposte da formulare alla Direzione Generale per un riordino del complesso dei servizi sanitari da erogare sull'intera Provincia di Chieti entro 30 giorni, in quanto la Regione deve provvedere ad approvare il nuovo Piano Sanitario Regionale.
Poi è stata data la parola al direttore generale Zavattaro che ha riconosciuto che qualche errore è stato commesso nella comunicazione e nelle procedure, ma che la Direzione Generale deve portare avanti le decisioni affinché si rispetti il Piano di Rientro e si soddisfino le direttive impartite dal Sub Commissario Baraldi.
Zavattaro si è detto pronto a passare attraverso una consultazione dei tavoli di lavoro per poter assumere decisioni il più possibile condivise o condivisibili dai territori.
Nel dettagliare meglio la situazione dell'Ospedale di Casoli ha parlato di «equivoci di interpretazione della bozza di delibera», della necessità di trasferire all'interno del presidio di Casoli circa 45 pazienti provenienti da ex strutture del gruppo Villa Pini.
Il manager ha anche garantito che la chirurgia day surgery non si chiuderà e che queste iniziative nel loro complesso rappresenteranno un «potenziamento delle attività nell'ospedale di Casoli».
De Luca ha detto espressamente di non condividere le ipotesi illustrate dal direttore generale «in quanto le decisioni che si vogliono attuare in particolare la realizzazione di una RSA di circa 45 posti all'interno dell'Ospedale di Casoli, non sono decisioni all'interno di un piano di riorganizzazione organica e funzionale rispetto ai bisogni sanitari dei cittadini del comprensorio Sangro-Aventino servito dal Presidio dal quale si aspettano ben altro, ma sono a contrario decisioni dettate dal momento, per trovare la soluzione ai problemi creatisi a Chieti e legati all'ex gruppo Villa Pini».
Il sindaco si è anche dichiarato pronto a riprendere di nuovo lo sciopero della fame «se dalla discussione nei tavoli di lavoro che si attiveranno e dalle successive decisioni che si prospetteranno, non ci sarà la garanzia per una pianificazione organica e funzionale delle attività da realizzarsi all'interno dell'Ospedale di Casoli e sul territorio della ex ASL Lanciano Vasto per la realizzazione di una efficiente rete di emergenza urgenza, l'attivazione dell'emodinamica, il ripristino di servizi indispensabili».
29/04/10 9.55