Tassisti teatini aggrediti dai colleghi pescaresi all’aeroporto d’Abruzzo

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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CHIETI. Tassisti teatini aggrediti dai colleghi di pescaresi? Aria tesa dopo la liberalizzazione delle licenze allo scalo aeroportuale di Pescara.



Questo è quanto è stato scritto in unn esposto-denuncia, consegnato in mattinata alla polizia stradale e alla questura di Chieti, per risalire ai colpevoli delle «ripetute aggressioni» di cui sono stati oggetto i tassisti teatini all'interno degli spazi pubblici dell'aeroporto d'Abruzzo di San Giovanni Teatino.
Confartigianato scende in campo per tutelare i propri associati e censura gli episodi di violenza gratuita che si sono consumati lo scorso fine settimana nell'aeroporto d'Abruzzo.
Vittime i tassisti teatini del consorzio Cometa, a marchio Confartigianato, che sarebbero stati aggrediti dai colleghi pescaresi.
Il consorzio Cometa è formato da 21 tassisti di Chieti, Pescara, Francavilla e Montesilvano.
Ad accendere la scintilla tra i tassisti delle due città capoluogo l'ordinanza firmata dal neo direttore dell'Enac che, di fatto, ha liberalizzato gli accessi, sia in entrata che in uscita, all'aeroporto d'Abruzzo.
Un atto formale dovuto in virtù di quanto stabilisce la legge che regolamenta la materia.
L'ordinanza consente ai titolari di licenza taxi iscritti negli appositi elenchi dei Comuni capoluogo della Regione, delle relative Province e del Comune di San Giovanni Teatino su cui insiste parte dello scalo aereo, di lavorare con gli utenti dell'aeroporto.
La cosa non sarebbe andata giù ai tassisti pescaresi che prima avevano il monopolio all'interno dell'aeroporto d'Abruzzo.
Da qui le aggressioni e la denuncia inoltrata da Confartigianato alle autorità competenti.
Anche il neo-sindaco Umberto Di Primio ha garantito il massimo supporto alla categoria.
«Si sono verificati fatti gravissimi che l'associazione condanna con estrema fermezza. L'aeroporto è d'Abruzzo -afferma Daniele Giangiulli, direttore provinciale e Segretario Regionale Confartigianato- e bisogna garantire pari dignità tra il lavoro degli artigiani specie in un periodo di grave crisi economica».
Dello stesso avviso Luigi Colalongo, presidente regionale Confartigianato Taxi. «L'ordinanza è frutto di una legge -osserva Colalongo- e la legge va rispettata»
Ma secondo il direttore della Cna pescarese si sarebbe scatenata una guerra tra poveri, mentre «Comuni e Regione assenti»
«La “liberalizzazione” degli accessi dei taxi nell'area dell'aeroporto d'Abruzzo deve essere regolata secondo quanto prevede la legge, e non in base a decisioni estemporanee», dice il direttore della Cna di Pescara.
A detta di Salce, «se al testo di legge si deve fare riferimento per quel che concerne l'accesso delle auto pubbliche occorre allora che tutti lo leggano bene e per intero: «Il comma 8 dell'articolo 14, che è poi quello oggi in discussione - prosegue Salce -  se da una parte prevede sì che “sono autorizzati a effettuare servizio di piazza i titolari di licenze per servizio taxi rilasciate dai comuni capoluogo di Regione e di Provincia, nonché dal comune o dai comuni nel cui ambito territoriale l'aeroporto ricade”, afferma pure che “i comuni interessati, d'intesa, disciplinano le tariffe, le condizioni di trasporto e di svolgimento del servizio, ivi compresa la fissazione del numero massimo di licenze che ciascun comune può rilasciare proporzionalmente al bacino d'utenza aeroportuale”».
«Mi chiedo - conclude il direttore della Cna pescarese - se tutto ciò sia mai stato fatto. O se invece si scarichi l'inerzia e la latitanza delle istituzioni sui tassisti, determinando un clima di esasperazione e di guerra tra poveri che non giova certo ai clienti, che pretendono invece un servizio economico, efficace ed efficiente. Ricordo, a questo proposito, che spetta alla Regione e al suo presidente, in caso di “mancata intesa tra i Comuni”, provvedere a regolare la situazione, ma di tutto questo non esiste traccia».
28/04/10 11.51