Ospedale Casoli, manager Zavattaro: «Non c'è alcun rischio»

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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CASOLI. Lo sciopero della fame del sindaco di Casoli Sergio De Luca è arrivato anche in Consiglio regionale.


il capogruppo del Pd, Camillo D'Alessandro, ha chiesto al presidente Nazario Pagano di rivolgere un appello al primo cittadino, e ad altri sindaci della zona sangrina, affinche' sospendano lo sciopero che stanno portando avanti da alcuni giorni.
La protesta degli amministratori è finalizzata a scongiurare la riconversione dell'ospedale di Casoli. «Il sindaco di Casoli e gli altri sindaci che lo accompagnano in questa protesta - ha detto Pagano - hanno tutta la mia solidarietà. A tal proposito sono aperto ad un colloquio con loro e formalizzo il mio appello a decedere da questa forma di protesta così forte».
Rassicurazioni sono arrivate anche dal direttore generale della Asl Francesco Zavattaro che sostiene che «su Casoli si è generato un grosso equivoco, perché nelle intenzioni di questa direzione non c'è affatto quella di penalizzare l'ospedale, né quel territorio, semmai l'esatto contrario perché la nostra idea è quella di aggiungere più contenuti e nuove attività».
Zavattaro ha spiegato anche di aver inviato al presidente del Comitato ristretto dei sindaci una nota nella quale si chiarisce che su Casoli «non sarà dato seguito ad alcuna decisione senza un ulteriore confronto con le parti sociali – aggiunge il manager –, oltre a chiedere la collaborazione attiva degli amministratori in termini di proposte operative attraverso la costituzione di due gruppi di lavoro, magari uno per ciascuna ex Asl, al fine di condividere analisi e soluzioni di riordino. Esistono perciò tutte le condizioni di garanzia affinché il sindaco di Casoli receda dalla protesta, anche perché non siamo divisi da interessi contrapposti: in comune abbiamo la volontà di dare ai cittadini del territorio l'assistenza di cui hanno bisogno, e possibilmente qualcosa in più rispetto a quanto hanno oggi. Intendo dire che gli interventi chirurgici in regime ambulatoriale continueranno a essere eseguiti esattamente com'è accaduto finora, e allo stesso modo la popolazione anziana troverà servizi adeguati ai bisogni di salute che esprimono».
Ma c'è di più, secondo Zavattaro: «vogliamo aggiungere posti letto di Rsa in un'ala completamente vuota, aumentare postazioni e sedute di dialisi, come anche c'è un'ipotesi di estensione dell'attività della Radiologia. Mi sembra che un programma come questo non nasconda disegni penalizzanti per un territorio, ma la volontà di dare a quello stesso territorio più servizi e più salute».

28/04/2010 9.07