Detenuto si impicca a Teramo, aperta inchiesta

Alessandro Biancardi

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TERAMO. Ennesimo suicidio, il ventiduesimo dall' inizio dell'anno, nelle sovraffollate carceri italiane.
Gianluca Protino, 34 anni, originario di San Severo di Puglia, è stato trovato impiccato stamane nella sua cella del carcere di Teramo, nel reparto Alta sicurezza.
Il detenuto - secondo quanto si è appreso al momento - ha utilizzato i lacci delle scarpe annodati alle sbarre della finestra per creare un cappio attorno al collo.
L'uomo era detenuto nel carcere di Castrogno dall'ottobre scorso, in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dalla Dda di Bari per la contestazione di associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti.
Era in attesa della conclusione delle indagini.
Il cadavere è stato trovato dagli agenti di polizia penitenziaria questa mattina poco prima delle 8.
Da 24 ore era solo in cella perché l'altro detenuto con cui la condivideva era stato rimesso in libertà. Sul suicidio è stata aperta un'inchiesta da parte della procura di Teramo, coordinata dal sostituto procuratore David Mancini.

«ENNESIMO CASO DOPO DECINE DI DENUNCE»

Non fa sconti Eugenio Sarno nel commentare l'ennesima tragedia accaduta tra le mura di un penitenziario italiano.
«La situazione delle nostre prigioni è indegna. Di certo non può appartenere a un Paese moderno e civile. Purtroppo l'insipienza, mista ad imperizia ed incapacità, dei nostri amministratori non può che rendere ancora più grave l'agonia di un sistema penitenziario alla deriva nella più completa indifferenza mentre si consuma una strage infinita».
La Uil Pa Penitenziari rivolge un duro appunto critico alla presidente della Commissione Giustizia della Camera, Giulia Bongiorno
«Leggiamo che in sede di discussione del DDL proposto dal Ministro Alfano e dal Governo sulla detenzione domiciliare e sulla probation ( l'affidamento in prova) la Commissione audirà una serie di associazioni. Duole prendere atto che tra i soggetti auditi non compaiono, ad ora, le organizzazioni del personale. Vogliamo sperare che non sia una intollerabile, ingiustificabile ed inqualificabile dimenticanza. Come si può immaginare di legiferare sul carcere senza assumere indicazioni, pareri, suggerimenti di chi in carcere ci lavora e ci vive. Speriamo, quindi, che la Commissione ripari quanto prima ad questa mancata convocazione».
27/04/10 12.05