Mafia. Cemento impoverito, arrestati boss e manager della Calcestruzzi spa

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

6193

CALTANISSETTA. In una vasta operazione denominata "Doppio colpo", che ha interessato Sicilia, Lombardia, Lazio e Abruzzo, carabinieri e guardia di finanza dei comandi provinciali di Caltanissetta hanno arrestato 14 persone.
Contestualmente si è proceduto al sequestrato sette aziende siciliane operanti nel settore del movimento terra.
Tra gli arrestati, alcuni boss mafiosi accusati di associazione mafiosa e illecita concorrenza con violenza e minaccia, e dirigenti della Calcestruzzi Spa di Bergamo, ai quali sono stati contestati i reati di associazione per delinquere e frode in pubbliche forniture.
Secondo l'accusa, con l'appoggio della mafia, cui cedeva parte dei maggiori profitti realizzati frodando i propri clienti - ai quali forniva calcestruzzo con minori quantitativi di cemento - l'azienda bergamasca, che da oltre due anni è sotto amministrazione giudiziaria, aveva assunto il monopolio nella fornitura di calcestruzzo in Sicilia.

I provvedimenti restrittivi sono stati notificati in carcere al capomafia Giuseppe 'Piddu' Madonia, 64 anni, al boss Francesco La Rocca, 72 anni, e a Giuseppe Giovanni Laurino, 53 anni, esponente di spicco del clan Cammarata di Riesi.
Carabinieri e guardia di finanza hanno invece posto agli arresti domiciliari gli imprenditori Salvatore Rizza, 78 anni, Santo David e Gandolfo David, 71 e 77 anni; il consulente esterno e l'amministratore del sistema informatico della Calcestruzzi Spa, Gianni Cavallini, 48 anni di Ravenna e Alvis Alessandro Trotta, 41 anni, di Milano; il responsabile del controllo gestione della stessa società, Carlo Angelo Bossi, 41 anni, di Induno (Milano), e due ex dipendenti, Mario De Luca, 47 anni, di Napoli, e Nunzio Anello, 42 anni, di Mazzarino (Caltanissetta); e il consulente esterno dell'Italcementi, Giancarlo Bianchi, 54 anni, di Brignano Gero D'Adda.
Sono stati invece condotti in carcere gli imprenditori Francesco Lo Cicero, 56 anni, di Campobello di Licata (Agrigento) e Vincenzo Arnone, 47 anni, di Serradifalco (Caltanissetta).
Lo Cicero, Arnone e i due imprenditori David sono indagati per associazione mafiosa; La Rocca, Madonia, Rizza, Lauria, Lo Cicero, Arnone e gli stessi David sono accusati di illecita concorrenza con violenza e minaccia, aggravato dall'avere avvantaggiato Cosa nostra; a Cavallini, Trotta, Bossi, De Luca, Anello e Bianchi è contestato il reato di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di frodi in pubbliche forniture; e De Luca e Anello sono anche indagati per truffa.

IL PROLOGO DUE ANNI FA CON IL SEQUESTRO DI UNA CHIESA A PESCARA

Oltre due anni fa la stessa procura di Caltanissetta aveva autorizzato il sequestro di una Chiesa, San Paolo Apostolo di via Montanara, a Pescara perché costruita con cemento impoverito e dunque a rischio crollo.
Sotto accusa sempre la Calcestruzzi spa (Italcementi group). Allora finì in manette Mario Colombini di 62 anni con l'accusa di truffa.


Visualizzazione ingrandita della mappa

LA ITALCEMENTI IN ABRUZZO

L'Azienda è presente in tutto il territorio nazionale e anche in Abruzzo ci sono impianti.
Nel comune di Scafa si trova la cementeria, acquistata verso la fine del 1973 dalla Italcementi, che prima faceva parte del gruppo "Calci e Cementi di Segni".
L'impianto si trova a circa 30 km da Pescara, ha una estensione di 55.000 metri quadri, 290.000 tonnellate di capacità produttiva di clinker in un anno, 350.000 tonnellate di capacità produttiva di cemento in un anno, 80 dipendenti tra tecnici, impiegati e operai, 200 persone dell'indotto coinvolte nelle attività della cementeria.
All'inizio degli anni '90 si affrontò il problema del nuovo accesso allo stabilimento attraverso la Tiburtina potendo così liberare il centro di Scafa dal traffico di camion.
La Italcementi ha anche un impianto a Sulmona (a contrada Fonte d'amore), a Chieti ( via della Bonifica in località Cepagatti) e a Montesilvano (il piazzale dell'autogrill sull'Adriatica).
A Teramo ci sono due impianti della Cemencal, che fa parte sempre dello stesso gruppo: uno a Corropoli (via Flaiano) e un secondo a S.
Egidio alla Vibrata (via Metella) che funge anche da impianto di selezione.
Poi c'è la cava di Civitella del Tronto (località piano Risteccio).

27/04/2010 8.31

L'AZIENDA:«NESSUNA CONTIGUITA'»

L'avvocato della Calcestruzzi spa, Alberto Alessandri, respinge ogni accusa circa fenomeni di contiguità con la malavita organizzata.
«E' poi incredibile», dice, «che a distanza di ben due anni e quattro mesi dal provvedimento di sequestro preventivo dell'intero compendio aziendale che oggi ha
formato oggetto del'ordinanza di restituzione a firma del Gip - e dalla conclusione nel gennaio scorso del lungo ed approfondito incidente probatorio sulle opere oggetto di indagine, ancora si sostenga che sarebbe stato fornito calcestruzzo di qualità scadente, per occultare la quale sarebbero stati alterati i dati contenuti nel sistema informatico. Evidentemente si vuole ignorare che la perizia, svolta dai massimi esperti del settore».
Secondo il difensore la perizia avrebbe accertato «che non vi sono pericoli di sorta in ordine alla sicurezza delle strutture esistenti, che in larga misura sarebbero accettabili le resistenze del prodotto fornito dalla società».
Alessandri respinge con forza anche la leadership della azienda in Sicilia e dunque «non si può certo nemmeno insinuare che la società abbia mai avuto una posizione di monopolio».

22/06/2010 17.36


CONDIVIDI GLI ARTICOLI DI PDN SU FACEBOOK