Villa Pini: «vie legali se si trasferiscono pazienti psichiatrici»

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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CHIETI. No al trasferimento dei pazienti psichiatrici: lo ha ribadito questa mattina il presidente dell'associazione Cittadinanzattiva.

«Replicheremo con azioni immediate di fronte al giudice. E quale magistrato non concederebbe la sospensiva di fronte a ricorsi d'urgenza che paventano il fumus del rischio per la salute?».
Aldo Cerulli, presidente regionale di Cittadinanzattiva, è molto chiaro: i pazienti psichiatrici delle strutture psicoriabilitative di Villa Pini non si toccano.
Lo ha affermato questa mattina nel corso di una conferenza stampa a Chieti, presso la clinica Villa Pini, per annunciare tra l'altro la nascita del comitato Paesaggi di Vita, costituito dai familiari del pazienti psichiatrici ricoverati.
Gli fa eco la sorella di un paziente ospite da circa 20 anni: «non permetteremo che i nostri familiari vengano trattati come pacchi postali».
Sono 145 i pazienti psichiatrici attualmente ospitati a Villa Pini.
Ed e' per conto del comitato che l'avvocato Roberto Di Loreto ha inoltrato alla Regione e alle Asl di competenza una diffida affinchè il governatore Chiodi voglia adottare «ogni opportuna iniziativa per permettere la conservazione del servizio di riabilitazione psichiatrica, revocando ogni precedente provvedimento di preclusione, dovendo per difetto provvedere alla tutela dei soggetti davanti ogni giurisdizione competente».
«Siamo seriamente preoccupati per il decisionismo spicciolo e unilaterale con il quale i nostri governanti amministrano la salute, diritto costituzionalmente garantito - ha rimarcato Cerulli - La decisione di trasferimento in altre strutture, senza la doverosa creazione di un competente contraddittorio, ci allarma e ci ha costretto a creare un nuovo comitato».
A ogni trasferimento, insomma, verrà opposto un ricorso d'urgenza.
«Abbiamo modificato la nostra vita per seguire i nostri cari qui a Villa Pini - ha raccontato uno dei tanti familiari - c'è chi ha anche dovuto acquistare una casa, affrontato delle spese. Adesso ci tocca trasferirci di nuovo. Per i nostri parenti viene soprattutto meno la continuità terapeutica».

27/04/2010 8.16