Rifiuti. Comune Montesilvano nasconde le carte. Arco fa partire la diffida

Alessandro Biancardi

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Rifiuti. Comune Montesilvano nasconde le carte. Arco fa partire la diffida
MONTESILVANO. Se le inchieste della magistratura pescarese stanno cercando di fare chiarezza sul settore rifiuti anche nel Comune di Montesilvano, l'amministrazione pubblica, invece, guidata da Pasquale Cordoma, si rifiuta di fornire tutta una serie di dati non di secondo piano.
Una posizione quantomeno incomprensibile e probabilmente contraria alle norme che prevedono la trasparenza.
Se a novembre scorso è scoppiato il bubbone Ecoemme, con l'iscrizione nel registro degli indagati di cinque persone, in questi mesi l'amministrazione pubblica si è chiusa a riccio sull'argomento e non ha intenzione di fornire numeri e cifre sulla raccolta differenziata e non.
Dati segreti o inesistenti? Viste le posizioni assunte un dubbio appare lecito.
Già, perchè sotto la lente degli inquirenti, Squadra Mobile ed i pm Trifuoggi-Mantini-Varone, ci sono gli ultimi dieci anni della società partecipata che svolge attività di raccolta dei rifiuti solidi urbani.
Ma a precise domande le risposte non arrivano: il Comune, infatti, non ha alcuna intenzione di fornire dei dati pubblici relativi alla raccolta richiesti all'assessorato competente dall'Arco Consumatori e così nei giorni scorsi l'associazione ha diffidato l'amministrazione pubblica a fronte della no ricevuto.
«Questi dati, richiesti a tutte le aziende e ai Comuni più grandi del territorio regionale», dicono dall'Arco, «sono indispensabili per effettuare una parametrazione qualità/prezzo del servizio di nettezza urbana offerto ai cittadini».
Eppure a tutt'oggi, «nonostante accordi avuti con l'assessorato», assicurano dall'associazione, «non è stato possibile ottenere le informazioni richieste dagli uffici competenti, dove un responsabile ha rimandato la questione in modo irrispettoso ed arrogante consigliando la consultazione di un sito regionale che riporta, tra l'altro, dati non aggiornati al 2009 come invece espressamente richiesto».
«Nel contestare l'assoluta inadeguatezza dell'ufficio competente ad essere al servizio del cittadino e non il contrario, Arco informa di non essere disponibile in nessun modo a far passare sotto silenzio la questione e a pretendere, ad interesse dei consumatori, il massimo rispetto nell'osservanza degli obblighi di legge».
Arco chiede, inoltre, di conoscere le iniziative e gli eventuali provvedimenti comunali intrapresi per evitare che continuino a verificarsi queste spiacevoli situazioni.
Ma nei mesi scorsi (era luglio) era stato anche il consigliere provinciale dell'Idv Attilio Di Mattia a chiedere dei documenti inerenti il servizio rifiuti.
L'esponente dipietrista aveva chiesto in particolare i bilanci della Ecoemme sempre al Comune. Le carte, assicura, non sono ancora arrivate.
«Non mi è mai stato dato alcun documento. Dopo 9 mesi di attesa dal Comune non sono riusciti a partorire un solo rigo di quanto richiesto».
La legge prevede 30 giorni per rispondere alle richieste di accesso ed un reato ben preciso in caso di omissione.
E dei dati non si è saputo più nulla.

27/04/2010 8.03


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