«Nuovo pericolo per i lavoratori della marineria pescarese»

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Per l'Ugl il decreto istitutivo dell'Area Marina Protetta “Torre di Cerrano” con cui si vieta la pesca delle vongole, «è un ulteriore danno alla nostra regione e alla marineria pescarese in particolare».

I  pescatori del Compartimento Marittimo di Pescara, secondo il sindacato, «non possono subire l'ennesimo sopruso che danneggia ulteriormente i lavoratori di un settore che invece andrebbe valorizzato come meriterebbe».
Nel 2005, con l'istituzione del Compartimento Marittimo di Ortona, le 82 imprese di pesca operanti si sono viste «più che dimezzare il territorio a disposizione per svolgere l'attività di pesca», assicura il vicesegretario regionale Ugl Gianna De Amicis: «dagli oltre 140 chilometri si è passati a soli 60 km, con ricadute sia sugli stessi lavoratori del settore che sui consumatori».
Il Cogevo Abruzzo (Consorzio per la gestione della pesca delle vongole nel compartimento marittimo di Pescara) da sempre attua una politica di rispetto e tutela del mare con una autoregolamentazione che prevede di  pescare solo tre giorni la settima in luogo dei cinque consentiti, con un  quantitativo giornaliero ben al disotto dei 600 Kg consentiti dalla legge, osservando  mesi di interruzione dell'attività di pesca.
L'interruzione dell'attività grava esclusivamente sulle tasche dei pescatori stessi non essendo previsto, per questa tipologia di pesca, nessun ammortizzatore sociale.
Alla luce di tutto ciò l'Ugl ritiene che  questa categoria di lavoratori  «non possa subire una ulteriore limitazione del territorio nel quale svolgere l'attività di pesca addirittura di oltre il 13%».
L'istituzione nelle acque dell'area protetta in questione è stata pensata a garanzia delle particolare condizioni che si sono create, esse erano tali anche con la pesca delle vongole da sempre esercitata in quel luogo.
«A supporto di questa tesi», insiste l'Ugl, «ricordiamo che se danni i pescatori di vongole avessero prodotto  nulla di quanto si intende preservare si sarebbe trovato».
 L'Ugl, crede che l'istituzione di un tavolo concertato con gli operatori del settore e gli organi preposti «possa essere occasione di trovare soluzioni che garantiscano  la salvaguardia  di un'area di grande interesse faunistico e non solo, dei posti di lavoro e di un prodotto che proprio grazie a particolari condizioni del territorio va considerato una grande risorsa».
26/04/10 10.59