Legambiente contro estrazioni a Bomba, la Lipu contro eolico a Cupello

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1621

Legambiente contro estrazioni a Bomba, la Lipu contro eolico a Cupello
CHIETI. A tutto gas a Bomba, meglio il vento a Cupello ma la sfida energetica nella provincia di Chieti è tutta da vincere. Occorre superare le grosse barriere innalzate da chi non vuole che la terra dei parchi venga invasa da attività in palese contrasto con le bellezze naturali.
Proprio la Provincia di Chieti sembra essere l'epicentro della petrolizzazione anche se non c'è solo il petrolio.
Un altro pericolo incombe, infatti, sul bellissimo lago di Bomba che potrebbe essere oggetto di perforazioni per la ricerca del gas naturale.
Alcuni decenni fa un analogo progetto dell'Agip venne abbandonato per oggettivi rischi ambientali e idrogeologici. Quei rischi non sarebbero oggi stati superati e permarrebbero comunque anche per il più aggiornato progetto di estrazione della Forest.
«Non garantisce la sicurezza del territorio e, pertanto, non è attuabile», dice Legambiente, che «ritiene non realizzabile l'impianto specifico nonostante riconosca al gas naturale un ruolo chiave nella fase di transizione dai combustibili fossili alle energie rinnovabili, rappresentando una efficace “soluzione ponte” in linea con le attuali politiche energetiche. Analogamente a petrolio e carbone, il gas è una fonte fossile caratterizzata da disponibilità limitata; il suo utilizzo è però preferibile all'impiego delle prime due: le emissioni di gas climalteranti e di altri inquinanti atmosferici che ne derivano, infatti, sono minori».
Secondo l'associazione negli ultimi anni la politica energetica nella nostra regione «non è stata gestita all‘insegna della partecipazione e del coinvolgimento delle popolazioni e delle amministrazioni locali».
E' noto ormai che il 50% del territorio abruzzese è interessato da richieste di permessi e concessioni per la ricerca di idrocarburi. I Comuni interessati sono 203 su un totale di 305, il loro mancato coinvolgimento nel processo decisionale ha determinato la grande mobilitazione dei cittadini abruzzesi contro la deriva petrolifera.
Problema diverso a Cupello dove si vorrebbe creare un impianto eolico.
Il Comitato Valutazione Impatto Ambientale lo esaminerà nella riunione prevista per il 27 aprile.
Si tratta di una richiesta di realizzazione di una centrale eolica costituita da 5 aerogeneratori da 2 MW ciascuno, cioè di grandi dimensioni con strutture alte 150 metri e del peso di molte decine di tonnellate ciascuna. Gli aerogeneratori dovrebbero essere impiantati in una zona ancora integra a chiara vocazione agricola, con pascoli e grandi boschi.
«Il paesaggio è bello e suggestivo e potrebbe essere la base per un turismo di qualità, che tuttavia è chiaramente incompatibile con l'eolico di tipo industriale qual è quello proposto», spiega la Lipu con Stefano Allavena, «ma la centrale eolica risulta assai preoccupante anche dal punto di vista del grave danno che arrecherebbe all'ambiente».
Diverse organizzazioni ambientaliste hanno organizzato, nella primavera del 2009 e nel febbraio del 2010, censimenti a tappeto nelle zone idonee della provincia di Chieti per verificare la presenza di alcune specie di uccelli rapaci e in primo luogo del nibbio reale, grande uccello rapace in diminuzione in buona parte del suo areale europeo e che, in Abruzzo, è presente solamente in zone interne della provincia di Chieti con un numero assai limitato di coppie.
«Va sottolineato come purtroppo la relazione elaborata dalla Società Etos, presentatrice del progetto», spiega ancora la Lipu, «sia emblematica per la superficialità e l'assoluta mancanza di dati sull'impatto presumibile della centrale sulla fauna (nonché sulla flora). Non viene citata alcuna specie e si fanno affermazioni prive di qualsiasi fondamento, come l'altezza di migrazione degli uccelli riportata a 500/600 metri sul piano di campagna invece che a 50/100 metri, qual è molto spesso in realtà, e come la “frequenza piuttosto ridotta di collisioni” degli uccelli, mentre invece l'impatto, per molte specie, è notevole e preoccupante, come ormai dimostrato da tanti studi scientifici».

26/04/2010 8.50