Comune messo in mora: parla il creditore e ricercatore universitario

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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FRANCAVILLA. Parla il ricercatore universitario che nel 2007 ha vinto a Francavilla al mare un assegno di ricerca mai pagato e per il quale il Comune ha ricevuto la messa in mora.

«Confermo: non sono stato pagato. Perciò mi sono rivolto all'avvocato. Prima mi hanno assicurato che l'assegno di ricerca c'era ed era legato alla presentazione del progetto, come risulta anche dagli atti e dalle delibere del bando di concorso. Io ho sempre avuto rapporti con il sindaco Roberto Angelucci e con il funzionario del Comune Filippo Cerasoli. Poi alla fine di un anno di lavoro il sindaco mi disse che non c'erano i soldi, aggiunse anche: “non abbiamo i soldi per gli stipendi....”, ma se lui lo sapeva dall'inizio perché mi ha chiamato?».
Simone Di Zio, il ricercatore universitario della d'Annunzio (Facoltà di Scienze manageriali) che insieme a Francesco Crivelli si è rivolto all'avvocato Tito Antonini di Atessa per mettere in mora il Comune di Francavilla, ricorda bene come ha vinto insieme al secondo classificato l'assegno di ricerca di 20 mila euro (ciascuno).
«Il bando chiedeva un progetto per la costruzione di un prodotto enogastronomico. In pratica io ho presentato la mia ricerca in due momenti successivi – continua Di Zio – ci furono due eventi pubblici, l'ultimo alla Sirena, in cui illustrai il mio lavoro, secondo i tempi stabiliti nel bando di gara».
In effetti anche dalla corrispondenza con Filippo Cerasoli, che l'avvocato ha citato nella sua richiesta, si evince chiaramente che ai due vincitori fu fatto sottoscrivere un regolare contratto di prestazione in cui si prevedeva che i 20 mila euro lordi sarebbero stati pagati in due rate, all'inizio ed alla conclusione del lavoro.
Tra l'altro fu sottoscritta anche un'assicurazione contro gli infortuni.
Dalla corrispondenza, firmata sempre da Cerasoli, prima si evince che è tutto ok, poi all'improvviso si fa riferimento alla difficoltà di pagare perché gli sponsor non avevano onorato il loro impegno con il Comune.
«Sponsor? E che c'entrano gli sponsor – commenta Di Zio – nel bando non si faceva cenno a questo. Chi si era impegnato era il Comune nella persona del sindaco protempore. C'era stata anche una commissione esaminatrice».
Ma almeno il lavoro è stato presentato?
«Sì. In due successivi step – ricorda Di Zio – avevo elaborato una proposta per spalmare in tutto l'anno il turismo di Francavilla, che è prevalentemente estivo. Questo sarebbe avvenuto con l'enogastronomia e con lo sfruttamento del turismo montano. Ricordo bene che presi anche contatti con un produttore di vino di una cantina locale, che produceva un'ottima bottiglia (mi sembra si chiamasse Pegaso). Realizzai anche filmati, ci fu il montaggio per un video, insomma molto lavoro per nulla».
Spera di essere pagato?
«So che è cambiato sindaco e mi auguro che questo paghi, anche se non c'entra niente».
Come giudica la vicenda?
«Non giudico, i fatti parlano da soli – conclude Di Zio – avevo realizzato un prototipo di un sistema di supporto alle decisioni per incrementare il turismo. Potrebbe essere stata un'occasione persa per Francavilla, ma non capisco perché prima mi chiamano e poi non mi pagano».

Sebastiano Calella 26/04/2010 9.05