A Pollutri in vendita la quercia secolare

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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POLLUTRI. E' inserita nell’elenco dei venti patriarchi italiani della natura da un apposito studio redatto nel 2000 dal corpo forestale, con l’ausilio di tutte le associazioni di protezione ambientale italiane.

Nell'occasione fu annoverata tra i venti alberi più antichi d'Italia ma oggi è stata messa in vendita.
La denuncia arriva dall'ex sindaco Vittorio Desiati (e non Massimo Desiati, come precedentemente scritto per errore)che ricorda come quella quercia a Pollutri abbia un significato fortemente simbolico per essere legata in primis al culto del santo patrono San Nicola, ma anche ad una serie di leggende popolari nate a tramandate nelle centinaia di anni (circa 600) della sua vita.
«Dopo un primo oltraggio subito nel 2006 con il taglio di alcuni rami», continua Desiati, «oggi la quercia alta 23 metri e con un tronco con una circonferenza di oltre 5 metri, la vogliono addirittura vendere. Con la delibera numero 39 del 2010 la giunta comunale ha infatti inserito tra gli immobili da alienare nel 2010 il terreno di proprietà comunale su cui si trova la quercia è stato inserito nell'elenco dei beni patrimoniali da vendere».
Ma non solo: «tra gli immobili da alienare», continua Desiati, «vi è anche il terreno antistante la antica fonte settecentesca, storico luogo di attingimento di acqua potabile per i pollutresi nei secoli scorsi, restaurata nel 2003, e quello ove sorgono i resti della antichissima fonte di San Barbato risalente all'anno 1000, da cui l'intera omonima contrada prende il nome».
Tra i beni da alienare anche i terreni posti sul lato sud dell'abitato su cui Desiati aveva proposto la realizzazione di un impianto fotovoltaico sin dal marzo 2009, «come stanno ora facendo decine di comuni in Abruzzo».
«Quando si arriva anche solo a pensare di porre in vendita la storia di una comunità, di una cittadinanza», chiude Desiati, «vuol dire solo che di quella comunità non si è parte».

26/04/2010 8.27