«Nel 2010 molte aziende finiranno la Cigs, rischio licenziamenti di massa»

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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LANCIANO. Rocco Palombella, leader nazionale della Uilm: «l’indotto della Sevel è fermo al 15%. Fate rientrare una parte della componentistica dall’estero».
 
Si è conclusa nel tardi pomeriggio di ieri L'Attivo regionale della Uilm Abruzzo tenutosi presso l'Hotel Villa Medici con al partecipazione del segretario generale della Uilm Rocco Palombella e di oltre 200 delegati provenienti dalle 4 province abruzzesi.
Sullo stabilimento Sevel il segretario Rocco Palombella ha spiegato che «dal piano industriale della casa torinese, emerge che il sito abruzzese produrrà circa 250.000 unità di prodotto».
Si tratta di una cifra inferiore di un migliaio di veicoli rispetto alla produzione massima del 2008, ma in questo momento di forte crisi occupazionale e produttiva «siamo certi del mantenimento dei livelli occupazionali relativi agli attuali 6.300 addetti impegnati nella produzione».
«Occorre ricordare», ha proseguito Palombella, «che questo stabilimento ha una capacità produttiva, dopo gli investimenti aziendali del 2005, di almeno 300.000 veicoli e che un altro problema per l'area in questione riguarda il settore dell'indotto, fermo al 15% rispetto a quanto produce Sevel».
Per il segretario «è assurdo», ma tutto il resto della componentistica arriva dall'estero. Qualche giorno fa le produzioni in fabbrica si sono fermate, perché mancavano dei pezzi prodotti in Asia.
«Dobbiamo premere affinché l'indotto della componentistica in questo bacino salga almeno fino al 60% di quanto prodotto dallo stabilimento», ha continuato il segretario. «Questo può garantire un coerente sviluppo industriale dell'area in questione». 
Dalla riunione un richiamo al governo regionale, alle  istituzioni, agli imprenditori abruzzesi.
Il coordinatore regionale della Uilm Abruzzo Nicola Manzi è il tempo di agire: «la crisi si combatte con una tempestiva politica regionale di rilancio dell'occupazione e delle attività produttive con l'utilizzo degli unici soldi immediatamente disponibili per L'Abruzzo cioè i fondi FAS che sono fermi per “ i ritardi” della politica.
Il 2009 ha visto in Abruzzo la perdita di oltre 25.000 posti di lavoro. Molte aziende metal meccaniche Abruzzesi stanno esaurendo anche la Cassa Integrazione straordinaria e a seguire, purtroppo, ci saranno licenziamenti di massa».
24/04/10 11.41