Favoreggiamento immigrazione clandestina, arrestati due imprenditori di Nocciano

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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PESCARA. Questa mattina la Squadra Mobile di Pescara, collaborata dall’Ufficio Immigrazione, ha portato a conclusione una indagine sull’immigrazione clandestina nel territorio provinciale. * TRUFFANO ANZIANA, ARRESTATE DUE DONNE DI PESCARA
Il personale dell'Ufficio Immigrazione nei mesi scorsi aveva notato delle incongruenze sulla documentazione presentata allo Sportello Unico per l'immigrazione della prefettura da due piccoli imprenditori edili, Mario Vincenzo Filippone, 52 anni di Pescara e F.E.M., 20 anni di Chieti, entrambi residenti a Nocciano, padre e figlio, titolari di due diverse ditte individuali operanti nel settore edile ed aventi sede a Nocciano.
L'attività di indagine, effettuata anche con intercettazioni, ha consentito di accertare che i due, in cambio di somme variabili dai 2000 ai 5000 euro cadauno, avevano presentato all'ufficio competente della prefettura, 22 istanze di assunzione di operai extracomunitari, in particolare cittadini del Marocco, del Pakistan e del Bangladesh, tutte fondate su buste paga risultate false, come le assunzioni, al fine di regolarizzare la posizione sul territorio nazionale dei medesimi cittadini stranieri.
L'attività di reclutamento dei cittadini extracomunitari, a favore dei quali predisporre la falsa documentazione, è stata effettuata dai due Filippone e da un cittadino di nazionalità marocchina, munito di regolare permesso di soggiorno e titolare di un “Bar – Kebab” di Pescara, che è attualmente indagato per il reato di favoreggiamento della permanenza nel territorio nazionale di cittadini extracomunitari clandestini.
«L'impianto accusatorio, di una certa complessità», scrive il gip nell'ordinanza di custodia cautelare, «supportato da un'attività investigativa meticolosa e corposa, apre uno squarcio francamente desolante su una realtà avvolta nella disperazione e nel dramma dell'emarginazione della quale ha approfittato, con spietata avidità, l'indagato vero ideatore ed organizzatore dell'attività illecita, coadiuvato nell'esecuzione dal figlio E.M.».
A conclusione dell'indagine questa mattina il personale della Squadra Mobile e dell'Ufficio Immigrazione, in esecuzione delle relative ordinanze applicative di misure cautelari emesse dal Gip presso il Tribunale di Pescara Luca De Ninis su richiesta del pm Gennaro Varone, hanno eseguito la misura degli arresti domiciliari a carico del padre e la misura dell'obbligo di dimora a carico del figlio, per il reato di favoreggiamento dell'ingresso e della permanenza nel territorio nazionale di cittadini extracomunitari.

23/04/2010 15.17

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TRUFFANO ANZIANA, ARRESTATE DUE DONNE DI PESCARA


SILVI. Nel tardo pomeriggio di ieri 22 aprile 2010, i Carabinieri della Stazione di Silvi Marina agli ordini del maresciallo Antonio Tricarico, hanno arrestato in flagranza di reato con l'accusa di truffa aggravata e continuata Sonia Dottore, 29enne e Carla Munno, 49enne, entrambe di Pescara, già note alle forze dell'ordine.
Le due donne che si occupavano della vendita di pentole a domicilio. A luglio del 2007 avevano raccontato ad una pensionata 63enne di Silvi, alla quale avevano già venduto delle pentole, che la Guardia di Finanza le aveva comminato una contravvenzione riguardante proprio irregolarità nella specifica vendita e che poiché anche la pensionata le aveva acquistate, le ingeneravano la falsa convinzione che se non avesse contribuito al pagamento di questa multa salata, ne sarebbe scaturito anche il sequestro della sua abitazione da parte della Guardia di Finanza stessa.
La pensionata, ingenuamente e per paura di perdere la sua casa acquistata dopo anni di sacrifici, mensilmente, proprio dal mese di luglio 2007, aveva consegnato alle due donne quarantamila euro. La donna stremata da questi pagamenti si è rivolta ai Carabinieri di Silvi che hanno arrestato in flagranza di reato le due donne proprio mentre la povera pensionata stava consegnando una ulteriore rata di circa 800 euro.
Le due arrestate, espletate le formalità di rito sono state associate al carcere di Castrogno in attesa dell'udienza di convalida davanti al Giudice del Tribunale dove si dovranno difendere dall'accusa di truffa aggravata e continuata.


23/04/2010 15.17