«Illegalità continue e reiterate», la Procura punta sull'area vestina

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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«Illegalità continue e reiterate», la Procura punta sull'area vestina
  INCHIESTA VESTINA. PESCARA. Il sindaco Antonello De Vico quando ieri all’alba i carabinieri della compagnia di Pescara, coordinati dal capitano Massimiliano Di Pietro (nella foto), hanno bussato alla porta, è caduto dalle nuvole. Non se lo aspettava e pare non sospettasse minimamente di essere nel mirino della Procura. * ASSOCIAZIONE CODICI:«FARE CHIAREZZA SU ILLEGALITA’ DIFFUSA»
Il sindaco di Penne, Di Marcoberardino, per ora indagato, avrebbe invece reagito peggio alle perquisizioni che sono di solito una esperienza che non si dimentica.
Lui non pensava che la procura lo stesse ancora osservando, il primo cittadino probabilmente credeva che la bufera dello scorso anno fosse passata.
Su Penne, infatti, si erano già concentrate le polemiche sui concorsi pubblici contestatissimi, concorsi che la procura sostiene siano stati 'aggiustati', dopo le denunce di alcuni esclusi. Da lì è nata l'indagine “Vestina”, l'ennesima sulla corruzione ed il malaffare a Pescara e dintorni, l'ennesima del pm Gennaro Varone.
La graduatoria pubblica è quella del 12 luglio 2007. Ci furono 20 candidati. L'indagine sarebbe scattata nel gennaio 2008.
Già lo scorso anno si era a conoscenza di due avvisi di garanzia per abuso d'ufficio a due componenti della commissione esaminatrice.
Si tratta di Anna Maria Melideo (presidente) e Arturo Brindisi (componente), dirigenti comunali.
A febbraio del 2009 si sapeva delle indagini che puntavano almeno tre argomenti principali mentre continuavano le perquisizioni.
Gli inquirenti, nonostante decenni di esperienza, rimangono ancora stupiti di come certi amministratori pubblici dediti –da quanto emergerebbe- alle illegalità continue e reiterate non si fermino nemmeno davanti a fatti concreti e reali come le perquisizioni.
Così tutto sarebbe proseguito nella “normalità”.
«Ho sempre agito nel pieno rispetto della legge», ha da sempre detto Di Marcoberardino, «e nella massima trasparenza amministrativa. Voglio esprimere piena fiducia nell'operato della magistratura, sono a completa disposizione per essere ascoltato e fornire tutti i chiarimenti utili alla materia di indagine».
Quella di ieri, però, è l'ennesima indagine articolata e vastissima, anche questa partita da un fatto singolo (il concorso contestato perché tagliato su misura per i magnifici sei) si è allargata a dismisura, fatto dopo fatto, sconfinando - pare con troppa facilità - e arrivando alla Comunità Vestina.
Intanto i diversi sostenitori facenti parte dei vari gruppi di potere si stanno organizzando, come già accaduto in passato per contrastare l'ondata di «disinformazione» che parte dalla procura e passa per i giornali e «distrugge» persone onorabili e «bianche più del bianco».
Luogo preferito lo spazio dedicato ai commenti di questo quotidiano dove però agli insulti incivili non si accompagna mai la firma di chi prende posizioni e difende a spada tratta.
Anche per queste indagini tuttavia sarà difficile sfuggire alle intercettazioni durate molti mesi e che bene avrebbero dipinto lo scenario agli inquirenti recuperando tassello dopo tassello.
E' certo, infatti, che gli inquirenti anche questa volta hanno in mano molto di più di quello che finora è trapelato.
Diversi filoni sono già stati elaborati e vanno soltanto perfezionati.
Forse solo poche settimane, il tempo di studiare tutta la documentazione già sequestrata ieri anche ad Arezzo nella sede della Cooperativa sociale Agorà e a casa dei due sindaci e di altre 13 persone.
Pare che i carabinieri siano andati anche questa volta a colpo sicuro ed avrebbero trovato facilmente quello che cercavano.
Sono stati sequestrati computer e hardisk portatili e presto i periti saranno al lavoro.
Non si escludono dunque ulteriori fasi anche di notevole impatto.
Quella coordinata dal capitano dei carabinieri Di Pietro è una indagine che sulla sua strada ha trovato punti di contatto con quella della Mare-Monti, recuperando importanti documenti che sono poi stati passati ai colleghi della Forestale.
Ma sopratutto nell'inchiesta “Vestina” si è avuta una importante anticipazione di un'altra inchiesta per ora ancora “discreta” ma che pare prossima: quella sugli appalti e le tangenti nel campo dei rifiuti.
Per ora si sa che Ettore Paolo e Rodolfo Di Zio sono indagati per aver promesso dazioni al sindaco De Vico in cambio di una 'aggiustatina' all'appalto vinto dalla Ecologica srl dopo aver scartato gli altri partecipanti non graditi.
I rifiuti: un affare da milioni e gare di appalto che attirano gli interessi dei gruppi più importanti e spregiudicati. Anche in Abruzzo. E tutti sono pronti a tutto pur di prevalere.
Non a caso De Vico avrebbe chiesto l'intercessione di un parlamentare che per ora non si conosce e non si sa cosa abbia realmente fatto. Di sicuro non ha denunciato.
Anche qui si parla di tangenti, soldi e utilità, ma anche di voto di scambio: un posto di lavoro per una preferenza.
Così si truccano i concorsi, sostiene sempre la Procura, creando i bandi cuciti su misura e per sistemare sei persone che poi dimostreranno gratitudine con il voto, ci sarebbero finanziamenti e sponsorizzazioni fatte convogliare ad hoc su alcune società sportive che poi avrebbero dimostrato gratitudine con il voto.
La magistratura parla di un il clientelismo spinto e la Comunità montana Vestina come utile serbatoio di posti fissi per accontentare sempre più richieste di lavoro. Intanto gli enti pubblici scoppiano di raccomandati sempre più grati ai loro benefattori.
C'è l'urbanistica e le violazioni che da Montesilvano a Pescara, passando per Spoltore, ormai sembrano cose ripetitive.
Anche a Penne uno studio di progettazione, quello di Rocco Petrucci, sembra lavorare molto ed offrire un bonus invidiabile: la velocità delle pratiche amministrative, il buon esito e pure qualcosa di più. Cubature maggiorate in piena discrezione, controllori distratti permettono poi di ricavare appartamenti non previsti dai progetti che costituiscono un guadagno imprevisto per l'imprenditore ma anche momentaneo visto che poi deve girare le utilità ai politici.
Utilità che diventano tangenti. Persino le indagini avrebbero verificato che almeno in un caso i progetti venivano sostituiti materialmente negli uffici comunali con quelli realmente approvati.
Che dire di Rocco Petrucci già politico e amministratore arrestato per tangenti, anche lui molto vicino a D'Alfonso sia alla Provincia che nei primi giorni della prima giunta comunale.
Petrucci un ex amministratore fatto fuori formalmente dalla politica esecutiva ma evidentemente molto attivo e amico di chi con la politica ci vive e ci guadagna. Una commistione pericolosa e deleteria per il territorio.
Così appare irrisoria la contestazione all'ex assessore Femio Di Norscia, infermiere, che si sarebbe fatto timbrare il cartellino al lavoro da colleghi e avrebbe falsificato i permessi lavorativi asserendo di dover partecipare alla giunta. Peccato che la giunta non ci fosse.
Peccati “veniali” in uno scenario sempre più fosco.

23/04/2010 10.05

INTERROGATORI LUNEDI'

PESCARA. Saranno interrogati lunedì alle 9.30 nel tribunale di Pescara il sindaco di Farindola, Antonello De Vico, i due consiglieri comunali di Penne, Alberto Giancaterino e Femio Di Norscia e l'ex assessore provinciale Rocco Petrucci, da ieri agli arresti domiciliari nell'ambito dell'inchiesta della Procura di Pescara su presunti appalti pilotati nell'area vestina.
I quattro saranno ascoltati dal Gip Maria Michela Di Fine, alla presenza del Pm Gennaro Varone. Sarà invece interrogato per rogatoria ad Arezzo, dove risiede, l'imprenditore Daniele Mazzetti, anche lui arrestato nell'ambito della stessa inchiesta, che vede indagate in totale 31 persone, tra le quali il sindaco di Penne, Ezio Di Marcoberardino. Gli indagati sono accusati a vario titolo di peculato, concussione, corruzione, millantato credito, truffa, estorsione, abusi d'ufficio e falsità ideologica.23/04/10 14.00
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ASSOCIAZIONE CODICI:«FARE CHIAREZZA SU ILLEGALITA' DIFFUSA»

Sugli ennesimi arresti eclatanti di ieri interviene anche l'associazione Codici che proprio da due anni si sta muovendo nel territorio di Farindola e del suo circondario dove ha raccolto nel tempo una serie di denunce da parte di cittadini e consumatori.
L'associazione dal mese di febbraio ha aperto uno sportello cittadino che sta catalizzando le persone che hanno voglia di legalità e di far migliorare le cose.
Codici due anni fa denunciò pubblicamente una serie di abusi commessi dal Comune di Farindola nel rilascio di autorizzazioni e concessioni per l'ampliamento di una struttura alberghiera; alcuni mesi fa denunciò un altro abuso del Comune di Farindola circa una autorizzazione illegittima al taglio del legnatico in montagna cosi da incorrere in una salatissima multa del Corpo Forestale dello Stato (circa 70.000 euro).
Codici ipotizzò il danno all'erario commesso da alcuni amministratori.
«Proprio alcuni giorni fa l'ennesima denuncia», ha ricordato Domenico Pettinari, «relativa a spese pazzesche e ingiustificate del Comune di Farindola nella gestione della telefonia pubblica, a tal proposito, carte alla mano, abbiamo scoperto che il Comune paga da decenni fior di quattrini per servizi telefonici mai attivati e per alcuni non funzionanti da diversi anni».
«Ogni qualvolta ci siamo mossi – conclude Pettinari – a tutela del bene comune facendo emergere gravi anomalie nella gestione della cosa pubblica il sindaco De Vico ci ha sempre attaccati ferocemente arrivando anche a diffamare l'associazione e la mia figura. Ricordo che proprio alcuni giorni fa a seguito della nostra ultima denuncia De Vico fece attaccare su tutto il territorio comunale manifesti denigratori contro Codici e contro di me accusandomi di aver con il mio operato negli anni rovinato l'immagine del Comune di Farindola e danneggiato gravemente gli interessi dell'intera collettività. Oggi finalmente apprendiamo con soddisfazione che questo sistema di illegalità diffusa è stato egregiamente interrotto».

23/04/2010 10.07

[url=http://www.primadanoi.it/search.php?query=farindola+vico&mid=6&action=showall&andor=AND]LE DENUNCE DI CODICI A FARINDOLA[/url]