Inchiesta Roccaraso, poliziotto che indagò su Valentini: «io sono innocente»

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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CAMPOBASSO. Clima teso ieri mattina tra parti civili e pubblico ministero al processo, in corso in Molise, a carico di Massimiliano Mancini.

Mancini è il poliziotto che indagò sul sindaco di Roccaraso, Camillo Valentini, morto poi suicida in carcere nel 2004.
«Sono innocente, l'odio è un sentimento che non conosco, non c'é mai stata persecuzione nei confronti di qualcuno», si è difeso ieri il poliziotto.
L'uomo, che è sotto processo a Campobasso con l'accusa di abuso d'ufficio perché avrebbe agito per un risentimento personale nei confronti del sindaco, ha voluto rendere dichiarazioni spontanee annunciando che parlerà ancora anche nelle prossime udienze.
«Io non ho preso iniziative - ha spiegato davanti alla Corte - ho solo ricevuto un incarico, ho svolto attività su indicazione dei miei superiori. Non ho mai lavorato da solo, ma sempre in squadra»". Quindi ha difeso il lavoro che svolse a Roccaraso, il suo paese.
«L'informativa che abbiamo redatto al termine degli accertamenti - ha detto - era di 500 pagine, divisa in cinque capitoli».
Gli avvocati delle Parti Civili (quasi tutti durante la deposizione di Mancini hanno abbandonato l'aula) hanno chiesto alla difesa se l'imputato si sottoporrà ad esame, ricevendo una risposta affermativa.
I legali dei familiari del sindaco e delle altre parti civili hanno contestato il pm Immacolata Di Petti per il modo in cui sono state poste alcune domande ai testimoni che ieri sono stati sentiti in aula.
Al termine dell'udienza i legali hanno preso la parola su questa vicenda.
«Esprimiamo il nostro disagio di fronte ad un atteggiamento del pubblico ministero - hanno affermato - che non è consono all'accusa».
«Riteniamo manifestare formalmente questo nostro disagio manifestato nel corso dell'udienza».
E anche Armando Cipriani, attuale sindaco di Roccaraso, è stato sentito in qualità di testimone.
Il primo cittadino ha risposto a numerose domande su appalti e opere realizzate a Roccaraso che vengono citate nell'ordinanza di arresto di Valentini.
Cipriani, rispondendo alle parti, ha ricordato quando fu interrogato dalla polizia che indagava su Valentini.
«Fui invitato a presentarmi dalla Squadra Mobile - ha riferito - fui chiamato senza aver fatto alcuna denuncia. C'era un clima molto teso a Roccaraso tra le opposte parti politiche, ma io non ho mai ricevuto minacce».
Il sindaco ha quindi detto che in paese non ci sono mai stati episodi di violenza.
Dopo di lui sono stati sentiti altri due ex consiglieri comunali di opposizione, Di Florio e Bucci. Anche loro furono chiamati dalla polizia durante le indagini.
Entrambi poi, su richiesta delle parti civili, hanno ricordato che, in una occasione, furono querelati per diffamazione dal sindaco Valentini ma che poi lo stesso sindaco ritirò la querela nei loro confronti.
Il processo riprenderà il prossimo cinque maggio alle ore 15.30. Saranno sentiti altri testimoni e poi l'imputato dovrebbe rendere nuove dichiarazioni.

22/04/2010 9.20