Aumenti acqua per ripianare conti Ato? Il Comune fa melina

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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PESCARA. Aumento dell'acqua per ripianare i conti dell'Ato? Il Comune di Pescara prende tempo e rinvia il problema.


Il vice sindaco Berardino Fiorilli, che ieri ha preso parte all'Assemblea dell'Ato in rappresentanza dell'amministrazione comunale, è stato chiaro: l'aumento delle tariffe dell'acqua non può essere un mezzo per ripianare le passate gestioni dell'Ente.
L'opzione, ha spiegato, potrà essere valutato solo dopo aver verificato il Piano degli investimenti predisposto per il contenimento delle perdite e per la realizzazione delle opere sul territorio.
«All'ordine del giorno – ha spiegato Fiorilli – c'era l'aumento delle tariffe idriche del 10 per cento, un provvedimento che pare sicuramente preoccupante e allarmante in un periodo già difficile per gli utenti. Sicuramente tale incremento non può essere adottato per mettere ordine nei conti dell'Ato stesso, dopo la gestione registrata negli scorsi anni, conti che sicuramente meritano un ulteriore approfondimento: oggi dovremo piuttosto puntare sul miglioramento del sistema di gestione stessa, una gestione più attenta e oculata, per incrementare i fondi che dovranno essere reimpiegati e reinvestiti sul territorio in opere tese a migliorare la qualità della vita degli utenti, riducendo sperperi e perdite».
Il Comune di Pescara ha dunque ufficialmente chiesto il rinvio dell'esame della delibera.
«La nostra valutazione – ha aggiunto il capogruppo del Pdl Lorenzo Sospiri – sarà successiva alla consegna del Piano d'Ambito, ovvero del Piano degli investimenti che verranno realizzati con le eventuali maggiori entrate. Tre gli obiettivi che intendiamo perseguire, ossia il contenimento delle dispersioni idriche, il miglioramento delle condizioni di conduzione dell'acqua e ovviamente il rifacimento degli impianti fognari di competenza. Solo dopo aver esaminato gli interventi che sono stati eventualmente previsti sul territorio di Pescara il governo comunale potrà esprimere la propria valutazione in ordine agli aumenti, perchè è evidente che i maggiori introiti derivanti dall'aumento delle tariffe dovranno servire non per stipulare contratti, ma per fare opere sul territorio».

22/04/2010 9.15