Non bastano 45 precari, la Provincia cerca altri 7 consulenti esterni

Alessandro Biancardi

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PESCARA. La Provincia spenderà 142 mila euro per un incarico di 8 mesi per 7 consulenti esterni.
La Provincia da anni dibatte sulla stabilizzazione dei tantissimi impiegati precari la cui sorte rimane un mistero. Ma mentre si discute, indice selezioni per 7 consulenti esterni in un settore già molto popolato di precari laureati (ma forse non «altamente qualificati» come i consulenti esterni).
Non bastano 45 precari (anche laureati) a fare tutto il lavoro? Ma i dipendenti interni vengono sfruttati al massimo delle loro potenzialità?
I nuovi consulenti saranno inseriti nel settimo settore “Lavoro e Formazione professionale” dove già sono impiegati circa 45 persone (a tempo determinato) e 38 persone a tempo indeterminato.
Nonostante la dotazione organica che potrebbe sembrare più che sufficiente, in Provincia sono sicuri che non basterà per la mole di lavoro che sta arrivando a seguito dei fondi strutturali europei.
Così l'ente provinciale, con avviso pubblico scaduto il 31 marzo scorso, vuole avvalersi della consulenza di sette esperti esterni per lo svolgimento di attività di supporto e consulenza «altamente qualificata, nell'ambito delle azioni previste nel Progetto speciale multiasse nell'ambito del POR FSE 2007/2013, P.O. 2007/2008». Bisognerà aiutare soprattutto le imprese a barcamenarsi nella legislazione comunitaria per predisporre progetti, gare d'appalto, partenariati pubblico/privati.
L'ente, dunque, ha bisogno di tre esperti consulenza alle imprese, un esperto giuridico-amministrativo, esperto economico-finanziario, un esperto rendicontazione finanziamenti comunitari, un esperto mercato del lavoro e interventi anticrisi.
Il vincitore dovrà prestare la propria opera da maggio a novembre 2010, assicurando la presenza negli uffici della Provincia per almeno due giorni alla settimana.
Il compenso mensile lordo sarà di 3.125 euro, che moltiplicato per otto mesi fanno 20.312,50 euro. Quindi la spesa totale per i sette consulenti risulta essere di 142.187 euro.



REQUISITO AMMISSIBILITA': «BUONA CONOSCENZA DELLA LINGUA ITALIANA»

Le candidature in questi giorni saranno esaminate da una apposita Commissione.
I titoli e i colloqui saranno valutati con un punteggio massimo di 30 punti: 18 per la valutazione dei titoli e 12 per il colloquio. Sarà però un colloquio a “numero chiuso”: verranno ammesse al primo step solo 15 persone risultate idonee (cioè che hanno conseguito almeno 12/18 nella valutazione dei titoli). Dunque per ogni tipologia di incarico si sceglierà solo tra due concorrenti.
Per molte figure oltre alla laurea costituisce requisito fondamentale l'iscrizione all'albo degli avvocati o dei commercialisti. Tra i requisiti di ammissibilità non è richiesta la conoscenza di una o più lingue straniere ma una «buona conoscenza della lingua italiana». Altra rarità: «il conferimento dell'incarico è subordinato all'assenza di cause di incompatibilità o conflitto d'interesse con la Provincia». In cosa consistano e da quali norme siano disciplinati non è spiegato, ma si può apprezzare lo sforzo nella notazione.
Durante il colloquio saranno affrontate «le tematiche oggetto delle attività svolte nel corso dell'esperienza professionale specifica dichiarata e quelle relative all'incarico da conferire». Al tutto verrà dato un punteggio massimo di 12 punti.

TRA I 45 PRECARI ARRIVANO I 7 CONSULENTI ESTERNI “SPECIALIZZATI”

Ma serviranno davvero questi consulenti esterni? La legge è chiara. (decreto legislativo.165 del 2001 art. 7, c.6): si possono conferire incarichi individuali ad esperti di particolare e comprovata specializzazione solo per esigenze cui si può far fronte con personale in servizio.
E di questo bisogna accertarsi, dice la legge.
Quindi la Provincia dopo aver verificato- in che modo non si sa- di non avere personale qualificato per i nuovi progetti, aggiunge 7 consulenti esterni ad un settore dove ci sono già circa 45 precari (da quasi nove anni), i cui inquadramenti e titoli di studio sono medio-alti.
Tutto normale se si pensa al caso del dipendente provinciale “alieno” che ha lamentato e lamenta pubblicamente di essere sottoutilizzato da anni.

Manuela Rosa 21/04/2010 16.22