De Luca, sciopero della fame per salvare ospedale Casoli

Alessandro Biancardi

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CASOLI. Il sindaco Sergio De Luca ha iniziato lo sciopero della fame a oltranza per tentare di salvare l'ospedale del Comune che amministra.

De Luca chiede in questo modo l'annullamento e revoca delle procedure amministrative che prevedono la sospensione delle attività nei reparti di Medicina, Geriatria e Chirurgia Day Surgery dell'Ospedale “G. Consalvi” di Casoli.
Secondo il primo cittadino, infatti, sarebbe imminente la deliberazione direttoriale che prevederebbe lo stop alle attività.
La decisione dello sciopero è arrivata anche in seguito alla riunione del Comitato istituzionale permanente di difesa dell'Ospedale di Casoli tenutasi il 20 aprile scorso e alla comune volontà e disponibilità di tutti i membri di intraprendere iniziative atte a ottenere «una revisione sostanziale delle decisioni negative» che si stanno assumendo sull'Ospedale di Casoli.
De Luca parla inoltre di «conseguenti penalizzazioni che ne deriverebbero per i servizi sanitari erogati all'intero comprensorio servito dal presidio in parola».
«Tutti gli abruzzesi», aveva spiegato nei giorni scorsi il sindaco, «hanno avuto modo di ascoltare direttamente dall'assessore Venturoni dire che in Abruzzo il tasso di ospedalizzazione deve essere del 180 per mille. Ebbene nell'ex Asl Lanciano-Vasto nel 2007 è stato del 179 per mille, nel 2008 del 176,1 nel 2009 è meno del 180. Il tasso di “Inappropriatezza” è sceso drasticamente a livelli minimi inferiori al 5% (prima superiore al 15%); la produzione (le entrate che sono riconosciute dal servizio sanitario nazionale) sono notevolmente aumentate; la “mobilità passiva” è diminuita notevolmente; la “mobilità attiva” è aumentata, il bilancio della ex Asl Lanciano Vasto, nel 2008 ha avuto un avanzo di gestione di circa € 27.000 (utile)».
21/04/10 9.17

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