Cassazione: a 40 anni pretende soldi da genitori, condannato

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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ROMA. Va incontro a una condanna chi, ormai adulto e senza mezzi di sostentamento, usa metodi violenti per ottenere dai genitori dei soldi.


Lo si evince da una sentenza con cui la Cassazione ha confermato la condanna a 2 anni e 4 mesi di carcere inflitta dalla Corte d'appello di Napoli ad un 43enne accusato di tentata estorsione, maltrattamenti in famiglia e lesioni ai danni della madre.
L'uomo aveva presentato ricorso contro il verdetto d'appello, affermando la «non illegittimità» della sua pretesa di ricevere denato dai genitori, considerato che egli all'epoca «era privo di lavoro e, per lo stretto legame di parentela, aveva titolo per ottenere un contributo da parte dei genitori stessi».
La Suprema Corte (sesta sezione penale, sentenza n.14914) ha dichiarato inammissibile il ricorso, ricordando che «pur essendo pacifico il principio che l'obbligo dei genitori di concorrere al mantenimento dei figli non cessa 'ipso facto' con il raggiungimento della maggiore età da parte di questi ultimi, ma perdura, immutato, finchè il genitore interessato alla declaratoria della cessazione dell'obbligo non dia la prova che il figlio ha raggiunto l'indipendenza economica dipende da un atteggiamento di inerzia di rifiuto ingiustificato dello stesso», nella specie «va rilevato - conclude la sentenza - come non risulti affatto la prova che le somme, chieste con le modalita' violente che risultano accertate, fossero destinate al 'mantenimento' dell'imputato».
21/04/10 8.50