Neuromed migliora la sua offerta per le società di Angelini

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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CHIETI. Ad un passo dall'accordo con Neuromed per la trattativa con i sindacati nell'incontro propedeutico al concordato preventivo. * L’AIOP ALLA REGIONE: «PAGATE O NON CI SARANNO GLI STIPENDI» * SENATORE ORLANDO: “IN ABRUZZO SI PREPARA UN'ALITALIA SANITARIA”

Posizioni ancora molto distanti invece nella trattativa tra la Regione e l'Aiop che fino a ieri sera tardi si sono confrontate sul pagamento delle spettanze per il 2008 ed il 2009, anche questo propedeutico per la sottoscrizione dei contratti per il 2010.
All'incontro con i sindacati, tutti presenti insieme a molti dipendenti in rappresentanza delle varie articolazioni delle società, Neuromed ha aumentato l'offerta per l'acquisizione delle società di Angelini, in particolare sugli stipendi: non più il 50% degli arretrati, ma il 70%, ed ha modificato anche l'impostazione delle assunzioni, che sarebbero tutte a tempo indeterminato e con il riconoscimento dell'anzianità di servizio.
L'impegno chiaro è stato quello di non lasciare nessuno a terra, anche se tra l'enunciazione di un principio e la sua realizzazione pratica c'è un anno di tempo entro il quale le società dovranno entrare a regime e la Regione dovrà sbrogliare il nodo del budget.
C'è stata poi l'assicurazione di non procedere alla “novazione del contratto” con annesso periodo di prova, proprio per favorire i dipendenti nell'ottenimento della cassa integrazione in deroga.
I sindacati si sono detti sicuri di ottenerla ma l'incontro con il funzionario responsabile della Regione slitta a mercoledì, essendo oggi indisponibile. Contemporaneamente si stanno facendo sondaggi sulla Regione per capire cosa si intende fare per il buget del San Stefar in particolare e per il pagamento delle prestazioni effettuate e che si continuano ad effettuare.
In realtà il timore che c'è è facilmente spiegabile con il concetto della coperta troppo corta: e se non possibile allungarla, si chiede che sia comunque più elastica. Perché ad oggi i cinque attori della vicenda: le aziende, i dipendenti, la Regione, le banche e Neuromed rischiano tutte di perdere qualcosa.

«LE PRESTAZIONI BLOCCATE AD ANGELINI FUORI REGIONE COSTANO DI PIÙ»

In particolare è la Regione che oggi soffre di più, perché sia le prestazioni riabilitative che quelle chirurgiche di Villa Pini effettuate fuori regione costano assai di più e paga sempre Pantalone.
«L'ortopedico Margiotta, “chiuso” a Villa Pini, perchè l'Ortopedia non era accreditata, opera circa 500 pazienti/anno, in grandissima parte abruzzesi nelle Marche – spiega il Carlo Ciglia, uno dei medici più noti di Villa Pini – qui c'è una clinica privata che ha un'area funzionale operativa chirurgica come Villa Pini ma in cui logica vuole (nelle Marche) che possa operare un Ortopedico, che è un chirurgo. Piccolo particolare: le Marche si fanno rimborsare circa 1.500 euro per una protesi che in Abruzzo, a Villa Pini, ne costava circa 800: sono queste le strategie per risparmiare? Discorso analogo varrebbe per l'urologo Marascia, passato ad operare a Villa Serena, in area chirurgica, che non era ammessa per Villa Pini. Nel resto dell'Italia, in aree chirurgiche possono operare sia gli ortopedici che gli urologi».
Per il San Stefar invece il sindacato ha garantito che quasi tutte le prestazioni erogate fino al blocco sono regolari e quindi pronte da riscuotere.
«Il problema degli stipendi è importantissimo – spiega Carmine Ranieri, Cgil – ma per noi più importante è il rapporto di lavoro con la riassunzione in continuità di rapporto e con l'anzianità. Questo per tutelare il Tfr e per la cassa integrazione in deroga».
«Sì, ci sono stati sostanziali passi in avanti – commenta Vincenzo Traniello, Cisl – per esempio il rispetto degli standard. Per i 591 lavoratori c'è più tranquillità e credo che mercoledì si possano fare ulteriori progressi per chiudere la trattativa. Con la speranza che il giudice fallimentare accetti».

Sebastiano Calella 20/04/2010 8.58

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L'AIOP ALLA REGIONE: «PAGATE O NON CI SARANNO GLI STIPENDI»

ABRUZZO. Intanto secondo incontro anche per l'Aiop, l'associazione delle cliniche private che reclama dalla Regione il pagamento per gli anni 2008 e 2009, prima di firmare i contratti per il 2010.
Una firma che interessa anche Villa Pini e per la quale forse ci vorrà un'altra trattativa molto più lunga, visti i tagli al budget delle cliniche.
Però sempre meglio una soluzione concordata (e transattiva, quando di mezzo ci sono molti soldi) piuttosto che una rischiosa (per la Regione) puntata sulla ruota del Tar, dove finora hanno vinto solo le cliniche, con aggravio di spese per la sanità regionale. Tra l'altro sembra che gli associati Aiop siano molto preoccupati per la situazione dei fondi per i quali è stata inviata la diffida al manager di Pescara D'Amario, che comunque si è detto pronto a pagare.
Ma ci sono i soldi disponibili?
E' quello che vorrebbero sapere gli imprenditori privati, ai quali sono giunte voci sulla temporanea difficoltà nella liquidità di cassa della Asl.
I più pessimisti chiedono invece che la Regione garantisca che queste cifre da pagare siano state messe in bilancio, in modo da girare il credito a qualche banca che così pagherebbe subito, evitando ai dipendenti di assaporare la mancanza dello stipendio di aprile.

s. c. 20/04/2010 9.00

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SENATORE ORLANDO: “IN ABRUZZO SI PREPARA UN'ALITALIA SANITARIA”

CHIETI. «Il mio timore? Che nessuno pensi alle famiglie delle centinaia e centinaia di dipendenti del Gruppo Angelini, mentre qualcuno potrebbe già lavorare ad una soluzione tipo Alitalia per la sanità abruzzese: i debiti al settore pubblico e gli affari alle cliniche private, non necessariamente quelle esistenti. Sono tante infatti le cordate, variamente composte, ma tutte ferocemente agguerrite e interessate ad entrare in Abruzzo»: è impietosa la diagnosi del senatore Angelo Orlando, già presidente della Commissione regionale Bilancio nella passata legislatura.  
Le sue critiche a chi sono rivolte?
«Naturalmente al presidente Chiodi, il bicommissario, una sorta di Giano bifronte, che mentre è tutto preso dalla ricostruzione post-terremoto, affida ad altri il compito di destrutturare completamente il sistema sanitario abruzzese, costruito in tre anni di complessa e sofferta elaborazione del Piano esistente. Un Piano – specifica Orlando – che è ancora legge della Regione Abruzzo, come bisognerebbe ricordare al manager della Asl di Chieti».  
Però  il Ministero dell'economia ha espresso il suo compiacimento per come vanno i conti della sanità abruzzese ed lo stesso ha fatto il ministro Fazio in visita all'Aquila
«Al di la dei comunicati, mi piacerebbe conoscere le cifre di cui si parla. La mia impressione è però un'altra: che sul dramma dei dipendenti di Villa Pini e non solo, a quanto si dice in questi giorni sulle altre cliniche, si è innestata una partita dai contorni difficilmente comprensibili. Storia e cifre possono aiutare a fare chiarezza». Secondo il senatore Orlando, la Giunta Pace nel 2004 aveva concesso ai privati un triennio (2005-2007) di tariffe decisamente “appaganti” che già alla fine del 2005, per 11 tipologie di contratto negoziale, avevano prodotto una spesa di 354 milioni di euro, come da certificazione Fira.  
Quali sono in dettaglio le cifre di cui si parla?
«Ai singoli privati erano state riconosciute queste cifre: Villa Pini 89,7 milioni di euro, Villa Serena 44 milioni, Pierangeli 24,5, Villa Letizia 7,9, San Stefar 17,6, Paolo VI 13,8, Sanatrix 9,2, Santa Maria 7,4, Maristella 4,6. In sintesi – chiosa Orlando – l'ospedalità privata costava 185 milioni di euro tra pazienti tregionali ed extra regionali, mentre la riabilitazione ex art. 26 costava quasi 88 milioni». 
La chiave di lettura di tutto questo esborso delle casse regionali?
«Queste cifre non erano evidentemente compatibili con il Piano di rientro dal debito creato dal Centrodestra, con le risorse regionali e con le tabelle della spesa sanitaria nazionale pubblicate dal Sole 24 ore. Ma spiegano l'interesse delle cordate esterne ad arrivare in Abruzzo. Dopo 26 mesi, cioè ad oltre un biennio di tariffe scadute, qualcuno potrebbe pensare ad una bella transazione come nei bei tempi andati. E Chiodi prova ad imporre quello che con modi più affabili aveva provato a fare l'assessore Mazzocca. Così le cliniche protestano, la Regione affonda nell'attonito silenzio di un'opposizione sbigottita, qualcuno immagina il curatore fallimentare di Villa Pini che confronta i 70 milioni di ieri con i 20 circa di oggi, mentre un grande vecchio - decisionista quanto basta – lavora ad un'Alitalia sanitaria: una “bad company” piena di debiti (lasciata ai cittadini abruzzesi con 1600 dipendenti abbandonati come è successo già in altre crisi aziendali) ed una “good company” affidata ad imprenditori sanitari privati illuminati, magari di fuori Abruzzo. Una specie di marchio di fabbrica del centrodestra». 
s. c. 20/04/10 12.28