Roseto, Sbrolla: «una costa blu petrolio»

Alessandro Biancardi

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ROSETO. Franco Sbrolla, componente del Consiglio Direttivo del Comitato Riserva Naturale Regionale Guidata Borsacchio, lancia l'allarme: «la costa teramana sarà interessata da attività di ricerca e coltivazione petrolifera. Con buona pace del turismo, della pesca, dell'agricoltura, dell'ambiente e della salute di tutti noi».


Il 12 febbraio 2010, il Ministero dello Sviluppo Economico ha scritto, infatti, una lettera alla Regione Abruzzo per comunicare la ripresa del procedimento denominato Villa Mazzarosa, «senza nemmeno attendere la pronuncia della Corte Costituzionale, dopo che il Governo ha impugnato anche la seconda legge regionale anti-petrolio», denuncia Sbrolla.
Prossima tappa la convocazione della Conferenza dei Servizi e poi è previsto il Decreto di Conferimento del permesso di ricerca di idrocarburi alla società Medoil Gas Italia, titolare del medesimo progetto.
L'area interessata dalle ricerche e coltivazioni petrolifere, pari a 13,4 chilometri quadrati, inizia dal confine sud di Cologna Spiaggia, attraversa buona parte della Riserva naturale Borsacchio e del territorio rosetano, e termina a Scerne di Pineto. In larghezza si estende dalla battigia fino alla collina.
Il 31 marzo del 2006 c'è stata la presentazione dell'istanza, il 9 maggio l' avvio del procedimento, il 13 dicembre l' esame e il parere favorevole da parte del Comitato per gli Idrocarburi e la Geotermia, il 18 ottobre del 2007 la comunicazione alla Regione Abruzzo ed al Ministero dell'Ambiente del parere favorevole e del programma di lavoro espresso dal Comitato, il 31 marzo 2009 la sospensione dell'attività istruttoria fino al 31 dicembre 2009. Indine il 12 febbraio scorso c'è stata la comunicazione alla Regione Abruzzo della ripresa del programma di lavoro.
«Il procedimento denominato Corropoli», ricorda Sbrolla, «interessa invece Cologna Spiaggia, e la parte nord della Riserva Borsacchio e di Cologna Paese. Ha un'estensione di 173,2 chilometri quadrati di cui 20,66 nelle Marche e 151,64 nei Comuni di Alba Adriatica, Colonnella, Controguerra, Corropoli, Giulianova, Martinsicuro, Mosciano Sant'Angelo, Nereto, Notaresco, Roseto degli Abruzzi, Sant'Omero e Tortoreto».
Il progetto, di cui è titolare la società JKX Italia, è stato presentato il 1° ottobre 2004 e venerdì, 23 aprile 2010, ci sarà la Conferenza dei Servizi, e le conseguenti determinazioni si sostituiranno alle autorizzazioni finali degli usuali procedimenti amministrativi.
«Per quanto concerne il Decreto di Conferimento», continua Sbrolla, «l'unica nota positiva è contenuta nell'art. 7 della normativa, dove è riportato che, all'interno delle aree protette, l'inizio delle operazioni di ricerca sarà subordinato al rilascio del preventivo nulla osta da parte dell'organismo preposto alla gestione dell'area protetta interessata».
Ne discende che l'Organo di Gestione della Riserva naturale Borsacchio, al fine di salvaguardare le tante peculiarità naturalistiche e paesaggistiche, potrà negare il nulla osta ai progetti Villa Mazzarosa e Corropoli, e potrà inoltre dettare condizioni tali da indurre le società permissionarie a rinunciare, in tutto o in parte, alle loro istanze.
L'Organo di Gestione della Riserva naturale Borsacchio, che doveva essere nominato entro il termine di 90 giorni dalla data di entrata in vigore della Legge Regionale n. 6 dell' 8 febbraio 2005, non è stato ancora costituito.
«Ma i nostri amministratori», chiede il componente del Consiglio Direttivo del Comitato Riserva Naturale Regionale Guidata Borsacchio, «conoscono almeno le intenzioni della Medoil Gas Italia e della JKX Italia, e le strategie dell'Assomineraria? Evidentemente non le conoscono, ed allora voglio precisare che la Medoil Gas Italia fa parte del gruppo Mediterrean Oil & Gas, quotato alla Borsa di Londra, che, guarda caso, il 27 febbraio 2008 ha acquistato anche la JKX Italia, titolare del progetto Corropoli. Non è quindi un Ente di beneficenza e, dopo aver investito, il fine è quello di fare business per distribuire sostanziosi dividendi agli azionisti».
Sbrolla si è così studiato i resoconti dell'assemblea generale dell'Assomineraria, svoltasi a Frascati il 30 marzo scorso. «In sintesi», riassume, «secondo l'Assomineraria, “L'Italia è un paese petrolifero e non lo sa”, “sono state identificate 57 progetti cantierabili che darebbero lavoro a 34.000 addetti per la sola costruzione degli impianti”, “è dunque necessario introdurre misure che semplifichino le procedure autorizzative”. Inoltre, dall'analisi svolta dalla Nomisma Energia, e riportata in Assemblea, si rileva che l'Abruzzo e l'Emilia Romagna sono le regioni che potrebbero consentire la maggiore concentrazione di distretti petroliferi. Naturalmente, l'Associazione dei petrolieri non fa alcun riferimento alla deriva petrolifera che provocherebbe la perdita di milioni di posti di lavoro esistenti nelle 57 aree cantierabili e zone limitrofe!»
«Che fine farà la nostra pesca in un mare inquinato dalle concessioni petrolifere che, nella cartina ministeriale, occupano tutto lo spazio antistante la costa teramana?», chiede Sbrolla alle amministrazioni pubbliche di Roseto e Teramo.
«Che ne sarà della nostra industria turistica quando i flussi turistici sceglieranno località lontane dalle trivelle in terraferma e dalle piattaforme in mare? Che succederà alla nostra agricoltura quando i prodotti d.o.c. diventeranno d.o.p., di origine petrolifera?»

20/04/2010 8.38