La sentenza: vaccino gratuito se il farmaco è indispensabile

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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TERAMO. L'Asl di Teramo condannata alla gratuita fornitura (a carico del Servizio Sanitario Nazionale) dei vaccini anallergici.


L'Azienda Unità Sanitaria Locale di Teramo è stata condannata dal Tribunale di Teramo, giudice del lavoro, Luigi Santini a fornire gratuitamente all'avvocato Wania Della Vigna, in difesa di se stessa, i vaccini antiallergici per la Terapia Iposensibilizzante Specifica per gli acari e per la paritaria.
L'avvocato, affetta da allergopatia, già in cura dal dottor Adriano Mari, allergologo e ricercatore presso l'IDI di Roma, deve sottoporsi alla immunoterapia allergene specifica mediante l'uso di vaccini, notevolmente onerosi.
Nella fattispecie, infatti, il ricorso presentato dall'avvocato Della Vigna si basava sulla deduzione della sussistenza di una situazione di «indispensabilità ed insostituibilità» del vaccino antiallergico.
Essendo tali vaccini esclusi dal prontuario terapeutico del SSN, sì è vista negare ogni forma di contribuzione o di rimborso da parte dell' AUSL.
Di qui l'azione giudiziaria, il ricorso al giudice del lavoro, presso il Tribunale di Teramo. Il giudice Luigi Santini, con specifica ordinanza, ha disposto la erogazione gratuita del farmaco a carico del Servizio Sanitario nazionale.
Il Giudice ha motivato affermando che il diritto dei cittadini all'assistenza sanitaria (nelle sue varie articolazioni) trova il suo basilare fondamento nella norma dell'art. 32, comma 1, Cost., che ribadendo il principio della tutela della salute pubblica, ha esplicitamente enunciato quello della tutela della salute quale «fondamentale diritto dell'individuo», tra i diritti inviolabili della persona umana ed oggetto, pertanto, di primaria e completa protezione.
Tra i diritti inviolabili della persona rientra la libertà individuale che si esplica nel diritto di scegliere «quelle soluzioni terapeutiche che offrono adeguate garanzia di guarigione e consentono di mantenere un livello di vita decoroso al malato».
Pertanto è ammissibile il ricorso ai vaccini la cui somministrazione risulta essere indispensabile ed insostituibile per il trattamento dell'allergia agli acari alle parietarie in quanto unico trattamento curativo della sensibilizzazione stessa.
Infatti il vaccino antiallergico, secondo un documento ufficiale pubblicato nel 1999 dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, è l'unica terapia curativa nell'allergia respiratoria, in quanto può modificare la storia naturale della malattia.
Inoltre, molti lavori clinici controllati e pubblicati in tutto il Mondo, hanno dimostrato che, dopo un anno dall'inizio della terapia vaccinica, si ha una drastica riduzione del consumo dei farmaci quali antistaminici o cortisonici: questo comporta grossi vantaggi per il paziente. .
La durata minima del trattamento deve essere di almeno 3 anni. L'interruzione del vaccino vanifica tutti i risultati acquisiti. Essendo una terapia che agisce sul sistema immunitario, il miglioramento dei sintomi avviene dopo alcuni mesi, svolgendo il pieno effetto dopo circa un anno dall'inizio della terapia. Nella maggior parte dei casi, l'effetto terapeutico si protrae per molti anni. Questo è l' aspetto positivo del vaccino positivo rispetto a tutti gli altri farmaci i quali , essendo dei sintomatici, devono essere assunti finché l'allergia permane e non sono curativi.
Il vero problema è che solo poche regioni italiane rimborsano parzialmente o totalmente questo tipo di terapia, solo perché le imprese del settore, operando in una nicchia di mercato, non hanno il potere lobbistico di influenzare le autorità sanitarie regionali.
L' Abruzzo non riconosce la gratuità dei vaccini – cosa che invece avveniva in passato ma che è stata poi abbandonata per “razionalizzare” la spessa sanitaria- questa condizione di non riconoscimento della gratuità del vaccino però non è identica tra le Asl abruzzesi, perché ad es. quella di Pescara riconosce comunque un rimborso del 20% della spesa del vaccino.
Quindi un importate passo avanti per tutti coloro che sono affetti da allergia e che non possono permettersi il costo delle esose cure affinchè il diritto alla salute sia veramente per tutti i cittadini.

20/04/2010 8.32