Clausola di riservatezza sul Prg: può parlarne solo il Comune

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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ROSETO. Nelle scorse settimane c’erano già state polemiche sulle metodologie adottate dalla amministrazione comunale per divulgare le nuove linee guida del Prg in via di approvazione.

Le polemiche però non finiscono qui e dopo le difficoltà denunciate da più parte a conoscere nel dettaglio e nel merito cosa prevede la bozza ora emergono altri particolari che non sembrano essere in linea con una logica di trasparenza e concertazione vera da parte dei cittadini.
Il Popolo di Roseto, con Paolo Antonelli e fabrizio Fornaciari per esempio denunciano la strana clausola di “riservatezza” che il Comune ha fatto firmare ai consiglieri comunali al momento della consegna del dvd nel quale è contenuta la bozza al Prg.
Una clausola che pare originale e quantomai stridente con il vero scopo di tutta l'operazione.
In sostanza la legge prevede la massima divulgazione della bozza del prg per favorire la partecipazione dei cittadini che poi potranno proporre osservazioni.
Con la clausola invece i consiglieri, secondo il Comune, non sono autorizzati a parlare dell'argomento né a divulgare informazioni e dati.
Una assurdità che sembra violare principi fondamentali come la libertà di pensiero ed i diritti-doveri di controllo e informazione dei consiglieri comunali.
Nel frattempo però il sindaco Di Bonaventura ed i suoi assessori vanno in giro per presentare la bozza “in regime di monopolio”.
«Ci preme ricordare che anche i “termini” stabiliti per eventuali indicazioni non sono assolutamente congrui», spiegano Antonelli e Fornaciari, «in relazione alla complessità dello stesso strumento, in quanto il termine fissato dall'Amministrazione risulta assolutamente inappropriato, gli eventuali suggerimenti e contributi dovranno essere depositati al protocollo generale del Comune (Ufficio U.R.P., piano terra) entro e non oltre il 30 aprile 2010. Questo lascia intendere chiaramente un utilizzo esclusivamente “propagandistico” della bozza di PRG , utile solo per una sommessa campagna elettorale basata sul “clientelismo del mattone”».

«Siamo rimasti perplessi», aggiungono, «dalle parole dell'Assessore Enzo Frattari in merito “all'azione capillare” che l'amministrazione di Roseto sta compiendo sul territorio, soprattutto perchè voci ancora non confermate parlano di una “bozza aggiornata” a disposizione solo di alcuni addetti ai lavori, voci di corridoio che nel caso venissero confermate mostrerebbero con chiara evidenza l'azione di carattere esclusivamente speculativo del Partito Democratico di Roseto, nel seguire un procedimento “non previsto” dalla vigente Legge Regionale in netta contrapposizione anche ad altre amministrazioni limitrofe dello stesso colore politico».

19/04/2010 18.07